{"id":27784,"date":"2018-09-04T11:36:11","date_gmt":"2018-09-04T09:36:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claret.org\/fecha-15-de-giugno-santa-maria-michela-del-santissimo-sacramento-fondatrice-delle-religiose-adoratrici\/"},"modified":"2018-09-04T11:36:11","modified_gmt":"2018-09-04T09:36:11","slug":"fecha-15-de-giugno-santa-maria-michela-del-santissimo-sacramento-fondatrice-delle-religiose-adoratrici","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.claret.org\/it\/effemeridi\/fecha-15-de-giugno-santa-maria-michela-del-santissimo-sacramento-fondatrice-delle-religiose-adoratrici\/","title":{"rendered":"Fecha: 15 de Giugno &#8211; SANTA MARIA MICHELA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO Fondatrice delle Religiose Adoratrici"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">Michela Desmaisi\u00e8res L\u00f3pez de Dicastillo y Olmedo, viscontessa di Jorbal\u00e1n, nacque a Madrid nel 1809. Ricevette una splendida educazione conformemente alla sua condizione aristocratica, ma molto presto conobbe, insieme alla fede, il dolore e l\u2019umiliazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sotto la direzione del Gesuita P. Carasa fece la sua esperienza pi\u00f9 significativa all\u2019ospedale di San Giovanni di Dio a Madrid, entrando in contatto per la prima volta con donne di strada, malate per ripugnanti malattie veneree. Quella visita fu tanto decisiva che la spinse ad aprire una casa di accoglienza per quelle sventurate. Questo, che fu il germe della sua grande opera, le procur\u00f2 una tempesta di incomprensioni. Tutte le sue vecchie conoscenze le negarono l\u2019aiuto e l\u2019amicizia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 1845, in compagnia di alcune persone conosciute, inaugur\u00f2 una scuola per queste maltrattate per prepararle ad un lavoro dignitoso. Nel 1850 lasci\u00f2 definitivamente la sua casa in un ricco quartiere e and\u00f2 a vivere con loro in una casetta miserabile, recuperando la loro dignit\u00e0 di persone e di figlie di Dio. Dopo anni molto duri, pieni di calunnie e di grossi problemi economici, e avendo come unica risorsa l\u2019Eucaristia, nel 1856 nacquero le Adoratrici Schiave del Santissimo Sacramento e della Carit\u00e0, grazie all\u2019aiuto e al consiglio di sant\u2019Antonio Maria Claret. Cos\u00ec smise di essere Michela per diventare Madre Sacramento. Il 6 gennaio 1859, festa dell\u2019Epifania del Signore, fecero i voti semplici Michela e le sue sette prime compagne. Il 15 giugno 1860 emise i suoi voti perpetui. Cos\u00ec ebbe inizio la lenta espansione dell\u2019istituto.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il P. Claret conobbe Madre Sacramento essendo gi\u00e0 confessore reale. Il santo favor\u00ec lei e il suo istituto spiritualmente e materialmente. Revision\u00f2 anche le sue Costituzioni per ottenerne l\u2019approvazione. Entrambi i santi subirono anche grottesche calunnie diffuse con la propaganda pi\u00f9 infame.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Colpita mortalmente dal colera, il 24 agosto 1865, la Madre Sacramento mor\u00ec a Valencia, dove aveva lavorato per aiutare e portare consolazione durante l\u2019epidemia. Cos\u00ec fece della sua stessa vita una perfetta Eucaristia: comunione con Cristo dando la vita per i pi\u00f9 bisognosi. L\u2019eroicit\u00e0 delle sue virt\u00f9 fu proclamata nel 1922. Pio XI la beatific\u00f2 il 7 luglio 1925 e la canonizz\u00f2 il 4 marzo 1934. Sant\u2019Antonio Maria Claret rimase vincolato a Madre Sacramento e alla sua opera come patrono dell\u2019Istituto da lei fondato.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michela Desmaisi\u00e8res L\u00f3pez de Dicastillo y Olmedo, viscontessa di Jorbal\u00e1n, nacque a Madrid nel 1809. Ricevette una splendida educazione conformemente alla sua condizione aristocratica, ma molto presto conobbe, insieme alla fede, il dolore e l\u2019umiliazione. Sotto la direzione del Gesuita P. 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