{"id":100411,"date":"2021-06-04T10:44:51","date_gmt":"2021-06-04T08:44:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claret.org\/riconoscere-le-vittime-e-lavorare-in-loro-favore-fine-della-terza-giornata-del-corso-di-protezione-dei-minori\/"},"modified":"2021-06-05T18:10:50","modified_gmt":"2021-06-05T16:10:50","slug":"riconoscere-le-vittime-e-lavorare-in-loro-favore-fine-della-terza-giornata-del-corso-di-protezione-dei-minori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claret.org\/it\/riconoscere-le-vittime-e-lavorare-in-loro-favore-fine-della-terza-giornata-del-corso-di-protezione-dei-minori\/","title":{"rendered":"\u00abRiconoscere le vittime e lavorare in loro favore\u00bb. Fine della terza giornata del corso di protezione dei minori"},"content":{"rendered":"<p><strong>Madrid, Spagna.<\/strong> &#8220;In termini di protezione dei minori e degli adulti vulnerabili, non tutto \u00e8 fatto; la Chiesa ha molto lavoro davanti&#8221;, ha dichiarato il P. Carlos Mart\u00ednez Oliveras, CMF, coordinatore del corso sulla protezione dei minori che insegna<strong> all&#8217;Istituto Teologico di Vita Religiosa in collaborazione<\/strong> <strong>con<\/strong> <strong><em>il Centro per la Protezione dell&#8217;Infanzia <\/em>dell&#8217;Universit\u00e0 Gregoriana di Roma.<\/strong><\/p>\n<p>Un corso di formazione e riflessione che ha aperto la sua terza giornata online del primo semestre, con un itinerario di passi decisivi nella cultura della sicurezza e della tutela, perseguendo la riconciliazione e la giustizia restaurativa con le vittime.<\/p>\n<p>E per questo ha contato nella mattina di sabato 29 maggio, su <strong>Maria Teresa Compte e Adolfo Lamata<\/strong>, due oratori che hanno sottolineato l&#8217;urgenza di un maggiore lavoro collaborativo di tutta la Chiesa, partendo dai  numerosi volti e diversi punti di vista necessari per approfondire la consapevolezza della gravit\u00e0 di questi temi.<\/p>\n<p>&#8220;Da una prima sensibilizzazione saremo in grado di generare una cultura che avanza verso certi standard di azione per sradicare questa profonda ferita ecclesiale&#8221;, hanno convenuto entrambi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la prima esposizione, brillantemente curata dalla <strong>professoressa Compte Grau, Dottoressa della Pontificia Universit\u00e0 di Salamanca e presidente dell&#8217;associazione <em>Acogida Betania<\/em><\/strong>, \u00e8 ruotata intorno all&#8217;assistenza e al riconoscimento delle vittime, &#8220;forse abbordandola da una prospettiva diversa&#8221;, ha esordito, avvertendo che &#8220;fondamentalmente parler\u00f2 di giustizia&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per la docente, &#8220;il nostro problema principale, come Chiesa, \u00e8 la mancanza di riconoscimento delle persone abusate in ci\u00f2 che sono: vittime&#8221;. Perch\u00e9 &#8220;\u00e8 vero che il pi\u00f9 alto tasso di vittimizzazione primaria non si verifica all&#8217;interno delle nostre comunit\u00e0 cristiane, ma si verifica la pi\u00f9 alta percentuale di cause di vittimizzazione secondaria, cio\u00e8, quello che avviene quando le persone aggredite si avvicinano alla Chiesa per cercare una risposta e, non adattandoci ai nostri schemi di &#8220;vittime ideali&#8221;, assolutamente innocenti, vengono interrogate e spogliate della loro reale condizione&#8221;. A questo proposito, Compte ha poi affermato che<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;qualcuno \u00e8 una vittima quando gli viene riconosciuto un atto ingiusto. Punto. Tutto ci\u00f2 che si discosta da questa definizione esisterebbe come concetto teorico, ma non come fatto vero\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Da questo momento in poi, &#8221; pu\u00f2 e deve iniziare la devittimizzazione&#8221;, un processo attivo in cui si assumono responsabilit\u00e0 e che mira a garantire che la persona abusata lasci il luogo della vittima e cessi di essere tale&#8221;. Gli abusi sessuali saranno sempre condizionanti, ma con l&#8217;aiuto necessario non devono essere decisivi.&#8221; Tuttavia, &#8220;senza devittimizzazione la persona cadrebbe nella vittimizzzazione&#8221;, un luogo in cui &#8220;non si pu\u00f2 vivere&#8221;.<\/p>\n<p><strong> <\/strong> <strong>Tre tempi. Passato, presente e futuro<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong>Il processo di devittimizzazione implica in un primo momento il ritorno al passato, &#8220;che non \u00e8 ascoltare e dare credito alla storia della persona abusata; va oltre. \u00c8 riconoscere che c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;ingiustizia e quindi bisogna assumersi la responsabilit\u00e0&#8221;. &#8220;Se non si prendono i fatti e cerchiamo di fare ammenda, nessuno creder\u00e0 a qualsiasi progresso possiamo fare in materia di prevenzione.&#8221;<\/p>\n<p>Pertanto, &#8220;devittimizzare \u00e8 azione presente&#8221;, in quanto &#8220;\u00e8 in grado di rispondere alle esigenze specifiche che il danno degli abusi ha generato. Non nasce dalla coltivazione di un&#8217;emozione empatica, ma \u00e8 piuttosto il rispetto dei diritti intrinseci. Infine, \u00e8 il futuro.<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;L&#8217;istituzionalizzazione di queste misure \u00e8 una garanzia di prevenzione, di non ripetizione. Ed \u00e8 anche il futuro perch\u00e9 dobbiamo dimostrare di essere in grado di adempiere ai nostri doveri&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"epyt-video-wrapper\"><div  data-ep-a=\"fadeIn\"  id=\"_ytid_29126\"  width=\"1080\" height=\"608\"  data-origwidth=\"1080\" data-origheight=\"608\"  data-relstop=\"1\" data-facadesrc=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qHwHYpduUZc?enablejsapi=1&autoplay=0&cc_load_policy=1&cc_lang_pref=&iv_load_policy=3&loop=0&rel=0&fs=1&playsinline=1&autohide=2&hl=es_ES&theme=dark&color=red&controls=1&disablekb=0&\" class=\"__youtube_prefs__ epyt-facade  no-lazyload\" data-epautoplay=\"1\" ><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" data-spai-excluded=\"true\" class=\"epyt-facade-poster skip-lazy\" loading=\"lazy\" alt=\"YouTube player\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/i.ytimg.com\/vi\/qHwHYpduUZc\/maxresdefault.jpg?w=1080&#038;ssl=1\" title=\"\"><button class=\"epyt-facade-play\" aria-label=\"Play\"><svg data-no-lazy=\"1\" height=\"100%\" version=\"1.1\" viewBox=\"0 0 68 48\" width=\"100%\"><path class=\"ytp-large-play-button-bg\" d=\"M66.52,7.74c-0.78-2.93-2.49-5.41-5.42-6.19C55.79,.13,34,0,34,0S12.21,.13,6.9,1.55 C3.97,2.33,2.27,4.81,1.48,7.74C0.06,13.05,0,24,0,24s0.06,10.95,1.48,16.26c0.78,2.93,2.49,5.41,5.42,6.19 C12.21,47.87,34,48,34,48s21.79-0.13,27.1-1.55c2.93-0.78,4.64-3.26,5.42-6.19C67.94,34.95,68,24,68,24S67.94,13.05,66.52,7.74z\" fill=\"#f00\"><\/path><path d=\"M 45,24 27,14 27,34\" fill=\"#fff\"><\/path><\/svg><\/button><\/div><\/div><span itemprop=\"video\" itemscope itemtype=\"http:\/\/schema.org\/VideoObject\"><meta itemprop=\"embedUrl\" content=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qHwHYpduUZc\"><meta itemprop=\"name\" content=\"II Curso de Protecci\u00f3n de Menores - Sesi\u00f3n formativa abierta\"><meta itemprop=\"description\" content=\"Sesi\u00f3n formativa Escuchar, Reconocer y Asistir a las v\u00edctimas de abusos sexuales en la Iglesia. Un itinerario al servicio de la reparaci\u00f3n M\u00aa Teresa Compte Grau (Asoc. Betania. Acogida y Acompa\u00f1amiento) Protocolos de actuaci\u00f3n: gesti\u00f3n y comunicaci\u00f3n Adolfo Lamata Muyo, cmf (Equipo de Titularidad Colegios Claretianos. Vicario Provincial)\"><meta itemprop=\"thumbnailUrl\" content=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/qHwHYpduUZc\/0.jpg\"><meta itemprop=\"duration\" content=\"PT2H18M18S\"><meta itemprop=\"uploadDate\" content=\"2021-05-29T10:29:34Z\"><\/span>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gestione e comunicazione<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong>Poi ha preso la parola il<strong> P. Adolfo Lamata, CMF, vicario della provincia di Santiago e parte del Gruppo di Titolarit\u00e0 <\/strong>che coordina la gestione dei sette collegi di questa provincia. Se il discorso del professor Compte Grau ha posto il quadro delle coordinate dove muoversi, quello del P. Lamata ha offerto una risposta pratica su come agire nel campo della gestione di questi temi e della loro comunicazione.<\/p>\n<p>Un ampio schema diviso in tre fasi: prima, durante e dopo, &#8220;tempi che richiedono di essere gestiti dalla sensibilit\u00e0 di chi sa che le ore non passano alla stessa velocit\u00e0 per un&#8217;istituzione come per una persona che \u00e8 stata vittimizzata&#8221;, ha detto.<\/p>\n<p>Il lavoro precedente si basava sempre su un prima, un <strong>piano di sensibilizzazione istituzionale<\/strong>, un programma di compimento normativo e di un piano di prevenzione precedentemente elaborato &#8220;che sono una parte naturale della nostra giornata &#8220;, ha aggiunto. In questa fase, la selezione del personale e l&#8217;ammissione dei candidati a seminari e noviziati sono essenziali.<\/p>\n<p>E se il prima \u00e8 importante, \u00e8 importante anche il durante. &#8220;Cio\u00e8, il momento in cui siamo immersi in un processo di indagine.&#8221; Quando un caso si scatena, \u00e8 essenziale ricevere la denuncia, controllare una certa veridicit\u00e0 e porre la priorit\u00e0 nella vittima con la vicinanza e col sostegno sotto tre chiavi: ascolto, accompagnamento e trasparenza.<\/p>\n<p>Successivamente saranno previste le indagini, le misure cautelari, i procedimenti (canonici\/penali) e le misure definitive. &#8220;E, ovviamente, la comunicazione. In primo luogo, con la vittima, che ha bisogno di una risposta e di sapere quali processi vengono messi in atto&#8221;. Ma anche la comunicazione interna -verso le nostre istituzioni- ed esterna, -nei social media- Chi lo far\u00e0? come? In quale formato? La chiave, come in quasi tutto, <em>\u00e8 lavorare in rete<\/em>.<\/p>\n<p>Finalmente arriva il momento del dopo. Il momento successivo dovr\u00e0 essere segnato dal seguirlo, dalla terapia, dalla guarigione \/ riparazione e dall&#8217;accompagnamento che non dovrebbe mai mancare.<\/p>\n<p>Prima di finire, il religioso ha offerto alcune pennellate sulla <strong>comunicazione in tempi di crisi<\/strong>, un argomento ampio per il quale ha esposto diverse linee guida, sistematizzando con loro un modo di agire. La questione \u00e8 ampia ed il clarettiano ha dovuto comprimerla in pillole, ma sempre con la spina dorsale di una comunicazione in grado di trasmettere in modo trasparente, con un atteggiamento determinato e proattivo, senza minimizzare il problema e cercando di lanciare un messaggio che aiuti la soluzione.<\/p>\n<p>Infine, Lamata ha voluto condividere la <strong>struttura principale del protocollo di prevenzione e azione<\/strong> su cui i clarettiani hanno lavorato negli ultimi anni, e per il quale stanno ancora finendo la presentazione. &#8220;Ha una dimensione informativa e formativa e viene tradotto nelle scuole con un altro documento, i codici di condotta&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Per noi sono documenti importanti, perch\u00e9 non solo dicono come dovremmo comportarci nei confronti del bambino e dell&#8217;adulto vulnerabile; parlano anche dell&#8217;impegno che abbiamo nel campo dell&#8217;insegnamento e di come vogliamo stare nell&#8217;insegnamento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em> <\/em><em>Preso da \u00a9 Misioneros Claretianos Provincia de Santiago<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madrid, Spagna. &#8220;In termini di protezione dei minori e degli adulti vulnerabili, non tutto \u00e8 fatto; la Chiesa ha molto lavoro davanti&#8221;, ha dichiarato il P. 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