{"id":111542,"date":"2022-01-27T16:53:40","date_gmt":"2022-01-27T15:53:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claret.org\/testimoni-radicati-in-cristo-e-audacia-nella-missione-messaggio-per-la-memoria-dei-beati-martiri-clarettiani-1-febbraio\/"},"modified":"2022-01-27T16:53:40","modified_gmt":"2022-01-27T15:53:40","slug":"testimoni-radicati-in-cristo-e-audacia-nella-missione-messaggio-per-la-memoria-dei-beati-martiri-clarettiani-1-febbraio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claret.org\/it\/testimoni-radicati-in-cristo-e-audacia-nella-missione-messaggio-per-la-memoria-dei-beati-martiri-clarettiani-1-febbraio\/","title":{"rendered":"Testimoni radicati in Cristo e audacia nella missione (Messaggio per la Memoria dei Beati Martiri Clarettiani &#8211; 1 febbraio)"},"content":{"rendered":"<p>Oggi celebriamo la memoria liturgica del Beato Filippo di Jes\u00fas Mun\u00e1rriz Azcona, sacerdote, e dei suoi compagni, religiosi e martiri. Come sappiamo, questa memoria obbligatoria ricorda tutti insieme i 184 martiri clarettiani che sono stati beatificati finora. Ricordiamo quindi, seguendo l&#8217;ordine cronologico delle beatificazioni, i 51 martiri di Barbastro (25 ottobre 1992), P. Andr\u00e9s Sol\u00e1 Molist (20 novembre 2005), i 23 martiri beatificati a Tarragona (13 ottobre 2013), e i 109 beati a Barcellona (22 ottobre 2017). Insieme a loro, celebriamo anche la memoria della Beata Mar\u00eda Patrocinio Giner, suora missionaria clarettiana, martire (beatificata l&#8217;11 marzo 2001).<\/p>\n<p>Ricordiamo anche tutti quei nostri fratelli e sorelle il cui martirio \u00e8 avvenuto durante la guerra civile spagnola (1936-1939) e che per vari motivi non sono stati riconosciuti fino ad oggi. Senza dimenticare altri due cos\u00ec noti tra noi come il P. Francisco Crusats, primo martire della Congregazione (1868), che suscit\u00f2 l&#8217;ammirazione e la santa invidia del Padre Claret, e il P. Rhoel Gallardo, filippino (2000), il cui processo di beatificazione \u00e8 stato recentemente aperto.<\/p>\n<p>La ragione principale della scelta del 1\u00b0 febbraio come data del memoriale \u00e8 stata quella di far coincidere la memoria dei Beati Martiri con la data dell&#8217;attentato che Claret sub\u00ec a Holgu\u00edn (Cuba) il 1\u00b0 febbraio 1856. Anche se il nostro Fondatore non \u00e8 morto martire, come desiderava, la sua spiritualit\u00e0 missionaria \u00e8 permeata dal desiderio di configurarsi con il Cristo che soffre e muore per amore. Per questo, lo spargimento del suo sangue a Holgu\u00edn ebbe un grande significato per lui: &#8220;Non posso spiegare il piacere, la gioia e la felicit\u00e0 che prov\u00f2 la mia anima, vedendo che avevo raggiunto ci\u00f2 che avevo tanto desiderato, cio\u00e8 versare il sangue per amore di Ges\u00f9 e Maria e poter sigillare con il sangue delle mie vene le verit\u00e0 del Vangelo&#8221; (Aut. 577).<\/p>\n<p>La celebrazione liturgica della memoria dei Martiri Clarettiani, dopo la celebrazione del XXVI Capitolo Generale, ci invita ad accogliere in modo speciale le prime parole dell&#8217;esortazione post-capitolare: &#8220;Amata Congregazione, radicati in Cristo e sii audace nella missione&#8221; (QC 1). La vita dei nostri confratelli \u00e8 una bella e impegnativa testimonianza di radicamento e di audacia. Non avrebbero potuto dare la loro vita con la libert\u00e0 e il coraggio che hanno avuto se non fossero stati profondamente uniti al Signore.<\/p>\n<p>Nel disegno della seconda parte del sogno che Dio ha ispirato alla Congregazione durante l&#8217;ultimo Capitolo Generale, si dice: &#8220;Ispirata dalla testimonianza del nostro Fondatore e dei martiri, la Parola di Dio, di cui siamo uditori e servitori (cfr. CC 34, 46), \u00e8 la luce e il motore della nostra vita missionaria&#8221; (QC 52, a). Sia la vita del nostro Padre Fondatore che quella dei nostri Martiri ci rimandano immediatamente alla Parola di Dio come la fonte da cui traevano il loro nutrimento. In essa hanno trovato la luce che li ha attirati a vivere radicati in Cristo e li ha liberati dall&#8217;idolatria di amare di pi\u00f9 la propria vita. In essa hanno trovato la luce che ha chiarito i loro dubbi e le loro paure fino a mostrare loro che la loro fragilit\u00e0 era lo spazio in cui potevano accogliere la forza di Dio. Allo stesso tempo, la Parola \u00e8 stata la forza motrice che li ha lanciati ad essere coraggiosi testimoni del Signore. Non hanno cercato giustificazioni per sfuggire alle difficili circostanze che hanno dovuto vivere; al contrario, in mezzo ad esse, hanno scoperto che non c&#8217;\u00e8 amore pi\u00f9 grande che dare la vita per i propri amici, come ha fatto il Signore. I nostri fratelli martiri ci ricordano che nessuna circostanza pu\u00f2 giustificare la vigliaccheria o la mediocrit\u00e0; al contrario, quando viviamo una vita centrata su Dio, usciamo inevitabilmente da noi stessi verso le periferie che hanno pi\u00f9 bisogno della luce del Vangelo.<\/p>\n<p>Il titolo del documento post-capitolo ci ricorda il profondo amore che i nostri martiri avevano per la nostra Congregazione. Il documento inizia con le famose parole con cui uno dei Beati Martiri di Barbastro, gi\u00e0 vicino alla morte, si rivolgeva amorevolmente alla Congregazione: &#8220;Amata Congregazione&#8221;. Per tutti loro, non si tratta di una fredda istituzione religiosa; piuttosto, la consideravano la loro &#8220;madre amata&#8221;, dove avevano imparato a conoscere e seguire Ges\u00f9 nello stile di Claret. Si sentivano parte di una famiglia che li amava e che loro amavano intensamente. \u00c8 commovente sentire questo modo affettuoso di riferirsi alla Congregazione. Allo stesso tempo, queste parole diventano un&#8217;interpellanza che ci interroga su come stiamo vivendo oggi il nostro senso di appartenenza congregazionale: Considero i fratelli che Dio mi ha dato come la mia &#8220;amata congregazione&#8221;? Che tipo di relazione fraterna ho con questi fratelli di carisma e di missione? La mia comunit\u00e0 reale e concreta \u00e8 uno spazio &#8220;amato&#8221; che curo e coltivo? I nostri martiri ci incoraggiano a vivere questa fraternit\u00e0 centrata su Cristo e sulla missione.<\/p>\n<p>Affidiamo tutta la Congregazione all&#8217;intercessione dei Beati Martiri Clarettiani perch\u00e9 continuiamo ad abbracciare il sogno di Dio e ci impegniamo a realizzarlo fedelmente.<\/p>\n<p><strong>P. CARLOS SANCHEZ MIRANDA, CMF<\/strong><\/p>\n<p>Prefetto Generale di Spiritualit\u00e0 e Vita Comunitaria<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LITURGIA<\/strong> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.itercmf.org\/claretian-feast-days\/memoria-of-the-blessed-claretian-martyrs\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">http:\/\/www.itercmf.org\/claretian-feast-days\/memoria-of-the-blessed-claretian-martyrs\/<\/a><\/p>\n<p><strong>MESSA E LETTURE<\/strong> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.itercmf.org\/claretian-feast-days\/memoria-of-the-blessed-claretian-martyrs\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">http:\/\/www.itercmf.org\/claretian-feast-days\/memoria-of-the-blessed-claretian-martyrs\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi celebriamo la memoria liturgica del Beato Filippo di Jes\u00fas Mun\u00e1rriz Azcona, sacerdote, e dei suoi compagni, religiosi e martiri. 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