{"id":13090,"date":"2017-01-22T22:24:27","date_gmt":"2017-01-22T21:24:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claret.org\/la-provincia-di-santiago-si-e-impegnata-con-i-migranti\/"},"modified":"2017-01-22T22:24:27","modified_gmt":"2017-01-22T21:24:27","slug":"la-provincia-di-santiago-si-e-impegnata-con-i-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claret.org\/it\/la-provincia-di-santiago-si-e-impegnata-con-i-migranti\/","title":{"rendered":"La Provincia di Santiago si \u00e8 impegnata con i migranti"},"content":{"rendered":"<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p><span id=\"result_box\" lang=\"en\" xml:lang=\"en\">L&#8217;emigrazione, nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, non \u00e8 una novit\u00e0. Intere culture hanno visto nella emigrazione la fondazione della propria identit\u00e0. La stessa storia del popolo giudaico ha visto le proprie origini in un &#8220;arameo errante&#8221; che esce dalla sua terra, da un popolo in un esodo in cerca della terra promessa. Pensiamo anche alla nostra era cristiana, che inizia nella Galilea dei Gentili, la Galilea degli emigranti, ed \u00e8 legata a una donna che d\u00e0 a luce un figlio in una stalla strada diove sono andati a per il censimento..<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>Emigrare non \u00e8 una novit\u00e0. Ci\u00f2 che \u00e8 novit\u00e0 oggi sono le motivazioni. Motivazioni che, come dice il filosofo da poco deceduto Zygmunt Bauman, vengono date &#8220;dall&#8217;impatto con alcune forze globali che le privano dei propri mezzi di sussistenza, e le obbligano a cambiare aria se non vogliono perire&#8221;. La verit\u00e0 \u00e8 che dopo ognuno deve vedersela con quelle nuove situazioni dalle quali deve re-imparare a vivere in stati differenti e stranieri. A volte, ostili. &#8220;Favorire l&#8217;integrazione degli immigrati \u00e8 la ragione di esere della nostra Parrocchia&#8221;, dice il P. Arturo Mui\u00f1o, cmf, responsabile della Parrocchia li lingua spagnola di Parigi. &#8220;Qui ci stiamo da pi\u00f9 di un secolo, d quando il Re Alfonso XIII ha acquistato questo convento dei Carmelitani Scalzi per trasformarlo in Missione Spagnola, alservizio di tutti quelli che provenissero da un da un paese ispanico, e nonlo dalla Spagna&#8221;. Su questa stessa linea il P: Juan Carlos Rodr\u00edguez, cmf, direttore della Missione Cattolica di Lingua Spagnola a Zurigo: &#8220;Normalmente la nostra Missione, \u00e8 uno dei primi luoghi di contatto&#8221;. La convivenza, il mutuo arricchimento e l&#8217;apprendistato comune, \u00e8 anche una possibilit\u00e0 che si apre in queste societ\u00e0 e nei suoi quartieri, le sue organizzazioni, il proprio tempo e il proprio riposo. &#8220;Per questo, -aggiunge Rodr\u00edguez-, contiamo anche sul lavoraro sociale per informare, orientare e arrivare alle istituzioni pubbliche o private del paese nel quale ci troviamo. Offriamo anche un piccolo ufficio di collocamento ed abitazione per mettere in contatto le persone che cercano e quelle che offrono impiego e casa&#8221;. Nell&#8217;anno 2016, dalla Missione in Svizzera, sono state assistite circa 250 persone.<\/p>\n<p>Dell&#8217;integrazione e delle sue conseguenze per l&#8217;appoggio alla famiglia emigrata, ci parla anche il P: Agust\u00edn S\u00e1nchez, cmf, parroco di Nostra Signora dekl&#8217;Auroira y Sant&#8217;Angelo, del madrileno quartiere di Vallecas. I clarettiani, da qui lavorano da una prospettiva diversa, cio\u00e8, accogliendo quelli che lasciano il proprio paese per stabilirsi nel nostro, per mezzo del servizio della Caritas della parrocchia. Aiutano un gruppo di diversa porvenienza, ma a prevalere sono i marocchini, gli africani,i siriani, e perfino, gli indi. &#8220;Chiunque parli di questi temi, concorder\u00e0 che qui, l&#8217;integrazione, attualmente, non \u00e8 facile da portare avanti.&#8221; Partiamo del fatto che convivere in ambienti di tale pluralit\u00e0 non \u00e8 facile. Pi\u00f9 ancora, la convivenza, in alcune circostanze, \u00e8 minacciata da molteplici conflitti. Nonostante questo, la comunit\u00e0 clarettiana di Vallecas, continua ad sostenere le famiglie con le proprie contraddizioni, e nei loro complessi compiti, rafforzando, per esempio, reti di collaborazione e convivenza: &#8220;facciamo lavori in comune: classi di sostegno, alfabetizzazione, corsi attraverso il SOIE, di preparazione ed aggiornamento della propria professione&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>Per questi fratelli clarettiani, parlare di migrazione non \u00e8 il risultato di unoggetto di osservazione o studio che possa essere fatto dall&#8217;esterno, ma \u00e8 un fattop che parte dal contatto diretto con coloro che soffrono questo fenomeno. Il P. Arturo Mui\u00f1o sottolinea che nonostante tutto, i loro compiti non sono diversi da quelli di qualsiasi altra parrocchia:&#8221;qualsiasi emigrante ha diritto di avere la sua propria parrocchia&#8221;, anche se sottolinea: &#8220;andiamo oltre il fatto sacramentale: abbiamo un Servizio Sociale che due giorni alla settimana apre le sue porte per promuovere il lavoro che c&#8217;inviano, c&#8217;\u00e8 un guardarobiere parrocchiale, o un servizio psicologico. Inoltre, ogni giorno c&#8217;\u00e8 un sacerdote al cui ufficio possono inoltrarsi multeplici temi ed offriamo anche classi di francese per gli emigranti, impartite da nativi volontari&#8221;. Il P. Juan Carlos aggiunge, dalla Missione in Svizzera che &#8220;i credenti, da parte loro, mostrano anche interesse per le attivit\u00e0 pastorali, partecipano agli uffici religiosi e poco a poco alcuni di essi si inseriscono in qualcuno dei nostri gruppi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>I diversi cambiamenti che favoriscono le migrazioni<\/strong><\/p>\n<p>Come \u00e8 successo tra paesi dell&#8217;Europa Centrale nella decade degli anni 60 e 70 del secolo scorso, gli immigrati che oggi cercano di crescere nella UE sono venuti per rimanervi definitivamente. Lo sforzo di adattamnento \u00e8 stato duro, i figli frequentano le scuole o un periodo di formazione, e molte famiglie hanno gi\u00e0 la nazionalit\u00e0 che corrisponde al paese di residenza, perch\u00e9 \u00e8 quello che offre loro il passaporto per muoversi pi\u00f9 liberamente. La prospettiva di ritornare ai propri paesi di origine, purch\u00e9 cominci un situazione di decollo economico -pensiamo ad alcuni paesi dell&#8217;America Latina-, normalmente non \u00e8 molto lusinghiera. Tutto ci\u00f2 fa s\u00ec che maggioritariamente si pensa di stabilirsi qui in attesa di tempi migliori, o tornare a ricominciare in un altro paese dell&#8217;UE. Questo tipo di cambiamento si \u00e8 dovuto affrontare anche nella Missione di Zurigo, dove ci dicono che &#8220;la maggiuoranza sono latini con passaporto spagnolo. Persone che vengono in cerca di lavoro ed abitazione, gente con scarsa formazione e che ha dovuto fuggire dalla crisi in Spagna&#8221;. Allo stesso modo, il P. Mui\u00f1o, da Parigi aggiunge che &#8220;gli emigranti europei sono rimasti di meno nel candeliere dei problemi. I problemi sono minori per questi che per gli americani -provenienti in maggioranza  dalla Colombia, dal venezuela, dal Messico e dal Per\u00f9&#8230;- supponendo che appartenere all&#8217;Europa li protegga. In qualsiasi caso, anche in Francia predomina la paura, e che questo abbia potuto fare aumentare le barriere verso gli immigrati provenienti dai paesi islamici. Soprattutto, dopo essendoci state le recenti tragedie degli attentati terroristici&#8221;.<\/p>\n<p>Per la Chiesa Cattolica resta la cura di uno dei suoi maggiori tesori, che si rende presente nei pi\u00f9 vulnerabili, cos\u00ec come ha detto e scritto Papa Francesco nel suo mesaggio per la Giornata del Migrante e del Rifugiato di quest&#8217;anno. Rimane ancora molto da fare perch\u00e9 questo intricato groviglio degli emigranti sia favorevole per tutti.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;emigrazione, nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, non \u00e8 una novit\u00e0. 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