{"id":25506,"date":"2018-08-05T00:22:30","date_gmt":"2018-08-04T22:22:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claret.org\/5-agosto\/"},"modified":"2018-08-05T00:22:30","modified_gmt":"2018-08-04T22:22:30","slug":"5-agosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claret.org\/it\/5-agosto\/","title":{"rendered":"5 Agosto"},"content":{"rendered":"<div class=\"field field-name-field-meditacion-cita-texto field-type-text-long field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\u00abIl mondo si converti con la predicazione di Ges\u00f9 crocifisso e con la ricezione frequente della santa comunione. I pagani, nel vedere i cristiani fervorosi, si dicevano tra s\u00e9: \u201cVedete come si amano!\u201d Che pace! Che serenit\u00e0! Che dolcezza! Che castit\u00e0! Che carit\u00e0! Quale insieme di virt\u00f9! E questo spettacolo li spingeva in molti modi ad abbracciare la religione del Crocefisso\u00bb.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-field-meditacion-cita field-type-text field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">Lettera ascetica \u2026 al presidente di uno dei cori dell\u2019Accademia di San Michele, Barcellona 1862, p. 31s<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"titulo-meditacion\">\n<h2>FRATERNITA\u2019 E PERSUASIONE<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p>Sarebbe necessario conservare, fino alle sue conseguenze pratiche, la crudezza e il realismo delle parole di Ges\u00f9, quando invita a mangiare la sua Carne e a bere il suo Sangue per avere la vita eterna (cf Gv 6, 26s). \u00c8 possibile che ai nostri giorni, come allora,questo linguaggio continua ad essere difficile da accettare. Ma \u00e8 necessario insistere sulla dimensione fraterna dell\u2019Eucaristia, sacramento dell\u2019unit\u00e0 di tutti in Cristo, nel quale troviamo la serenit\u00e0, la dolcezza e la pace che procura il fatto che vivano uniti ai fratelli (cf Salmo 133,1).<br \/>\nChi non \u00e8 capace di accettare il fratello cos\u00ec com\u2019\u00e8 non dovrebbe comunicarsi. Chi non vive la fraternit\u00e0 nella pazienza e bont\u00e0, nel perdono dell\u2019offesa ricevuta, nella speranza di cambiamento di condotta del fratello caduto; chi non accoglie il migrante come fratello e non crede nella necessit\u00e0 di unire Nord e Sud, impegnandosi nella distruzione dell\u2019abisso che separa opulenza e miseria, chi sceglie di mantenere la separazione, forse dissimulando meccanismi con mani pulite, non dovrebbe comunicarsi. Se lo fa, questo non sarebbe gi\u00e0 mangiare la Cena del Signore, n\u00e9 entrare in comunione con il suo Corpo, presente in ogni persona, \u00abpoich\u00e9, se il pane \u00e8 uno solo e tutti partecipiamo a quest\u2019unico pane, tutti formiamo un solo corpo\u00bb (1Cor 10,17) L\u2019amore e la fraternit\u00e0 vissute ed espresse nella comunione con Cristo e con i fratelli, senza alcuna barriera, \u00e8 la pi\u00f9 feconda parola di evangelizzazione.<br \/>\nNon comunicare con i fratelli e avvicinarsi a ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo sarebbe la pi\u00f9 aberrante delle profanazioni. S\u2019impone, poi, un esame previo di amore e fraternit\u00e0 effettiva prima di mangiare il Pane e bere il Calice del Signore (cf 1Cor 11,20s). Posso rimanere tranquillo nel mio esame sull\u2019amore, prima della mia comunione? Quale valutazione quotidiana darei alle mie comunioni in chiave di fraternit\u00e0 universale.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl mondo si converti con la predicazione di Ges\u00f9 crocifisso e con la ricezione frequente della santa comunione. I pagani, nel vedere i cristiani fervorosi, si dicevano tra s\u00e9: \u201cVedete come si amano!\u201d Che pace! Che serenit\u00e0! Che dolcezza! Che castit\u00e0! Che carit\u00e0! Quale insieme di virt\u00f9! 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