{"id":25967,"date":"2018-08-13T00:00:19","date_gmt":"2018-08-12T22:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claret.org\/?p=25967"},"modified":"2018-08-13T00:00:19","modified_gmt":"2018-08-12T22:00:19","slug":"13-agosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claret.org\/it\/13-agosto\/","title":{"rendered":"13 Agosto"},"content":{"rendered":"<div class=\"field field-name-field-meditacion-cita-texto field-type-text-long field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\u00abRendiamo grazie a Dio: gi\u00e0 il Signore e la sua Santissima Madre si sono degnati di accettare le primizie dei martiri. Io desideravo tantissimo essere il primo martire della Congregazione, ma non ne ero degno, un altro mi ha preceduto. Rendo grazie al martire e santo Crusats e mi congratulo con il Signor Reixach per la fortuna che ha avuto di essere ferito e anche rendo mille grazie a tutti quelli della Congregazione\u00bb.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-field-meditacion-cita field-type-text field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">Lettera al P. Xifr\u00e9, 7 ottobre 1868, in EC II, p. 1.287-1.298<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"titulo-meditacion\">\n<h2>LA GLORIA DEL MARTIRIO<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p>Dice il Signore: \u00ab\u2026 Chi perde la sua vita per me la trover\u00e0\u00bb (Mt 10,39; 16,25). Ogni discepolo di Cristo, pertanto, deve mettere in conto la possibilit\u00e0 del martirio e apprezzarlo grandemente. Di fatto la comunit\u00e0 di Ges\u00f9, fin dai suoi albori ad oggi, ha vissuto la realt\u00e0 del martirio in non pochi dei suoi membri. Ed \u00e8 da prevedere che nel futuro continuer\u00e0 ad essere cos\u00ec. Basta pensare alla quantit\u00e0 di martiri che immolarono la propria vita per Cristo sotto il nazismo e il comunismo nel secolo scorso, e le difficolt\u00e0, compreso il martirio, nei nostri stessi giorni, per opera di regimi intolleranti o bande di persecutori fanatici.<br \/>\nClaret desiderava terminare i suoi giorni versando il suo sangue per Cristo. Dio non glielo ha concesso. Alla fine mor\u00ec di malattia in esilio (che \u00e8 gi\u00e0 una specie di martirio); ma, durante la sua vita sub\u00ec almeno una dozzina di attentati, e in uno di quelli, che ebbe luogo nella citt\u00e0 di Holgu\u00edn (Cuba), fu ferito gravemente e, pertanto, vers\u00f2 effettivamente il suo sangue per Cristo; nell\u2019Autobiografia descrive con dettagli la gioia che tale esperienza gli procur\u00f2. Per questo Claret ebbe tanta invidia del P. Francesco Crusats, che nel 1868 mor\u00ec martire a La Selva del Camp (Spagna).<br \/>\nLungo la sua storia, la Congregazione clarettiana ha avuto centinaia di martiri; durante la guerra civile spagnola (1936-1939) fu l\u2019istituto religioso con il maggior numero di martiri: 271; tra di essi, i Beati Martiri di Barbastro (51), la cui festa celebriamo oggi. Prima il Beato Andr\u00e9s Sol\u00e1, in Messico (anno 1927), e poi il P. Rhoel Gallardo nelle Filippine (anno 2000)\u2026, senza contare quelli che hanno sofferto il carcere, torture, esilio \u2026 Un grande stimolo che deve sostenere la nostra fedelt\u00e0, quella di tutto il popolo cristiano.<br \/>\n\u00ab\u2026 Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni \u2026 corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Ges\u00f9, colui che d\u00e0  origine alla fede e la porta a compimento \u2026\u00bb (Ebr 12,1-4; cf 11).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-field-meditacion-compartir field-type-addthis field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<div class=\"addthis_toolbox addthis_default_style  \"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abRendiamo grazie a Dio: gi\u00e0 il Signore e la sua Santissima Madre si sono degnati di accettare le primizie dei martiri. 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