{"id":30658,"date":"2018-10-12T00:00:29","date_gmt":"2018-10-11T22:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claret.org\/?p=30658"},"modified":"2018-10-12T00:00:29","modified_gmt":"2018-10-11T22:00:29","slug":"12-ottobre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claret.org\/it\/12-ottobre\/","title":{"rendered":"12 Ottobre"},"content":{"rendered":"<div class=\"field field-name-field-meditacion-cita-texto field-type-text-long field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\u00ab\u00c8 questa [\u2026] l\u2019ultima e principale prova che devi avere per essere un buon missionario: essere devoto di Maria e amare molto Dio\u00bb.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-field-meditacion-cita field-type-text field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\u00abLettera al missionario Teofilo\u00bb, in Sermoni per le Missioni, Barcellona 1858, vol. I, p. 26<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"titulo-meditacion\">\n<h2>I DUE GRANDI AMORI<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p>Quando Claret predicava le missioni nelle Gran Canarie, lamentava la insufficiente formazione dei sacerdoti di quell\u2019isola: erano di orientamento giansenista. Questa fu una devianza molto estesa nei secoli XVII e XVIII, che nella spiritualit\u00e0 port\u00f2 a un rigorismo morale e a un deplorevole oblio della tenerezza di Dio Padre. Di fronte a questo ebbe un grande ruolo la devozione ai Cuori di Ges\u00f9 e di Maria.<br \/>\nClaret, perch\u00e9 gi\u00e0 predisposto a essere \u00abnaturalmente molto compassionevole\u00bb (Aut 9), sentiva Dio come il padre del prodigo, che organizza una festa per il figlio ribelle che ritorna. Nell\u2019anno 1847, sembra che conobbe gli Annali dell\u2019Arciconfraternita del Cuore di Maria che operava nella chiesa parigina di Nostra Signora delle Vittorie; essi veneravano Maria specialmente come \u00abrifugio dei peccatori\u00bb. Questo diede un nuovo tratto caratteristico alla spiritualit\u00e0 e alla tecnica apostolica di Claret: Maria \u00abrifugio\u00bb. In Lei coglier\u00e0 un riflesso fedele della tenerezza di Dio. Egli non fu uno di quei predicatori che attribuivano a Dio la giustizia e a Maria la compassione. Il suo Dio era il padre compassionevole. Ma non  per questo toglieva spazio a Maria: la vedeva come modello, come maestra, come \u00abmediatrice\u00bb; era il \u00abcollo\u00bb tra Cristo Capo e la Chiesa Corpo.<br \/>\nLa devozione a Maria era consegna, era amore: \u00abMinistro di Maria\u00bb (Aut 270). E il rapporto con Dio era anche d\u2019amore. Questa \u00e8 una delle parole che con pi\u00f9 frequenza appaiono negli scritti del Claret. \u00c8 illuminante l\u2019aneddoto che racconta di san Giovanni d\u2019Avila. Un giovane sacerdote gli domand\u00f2 che cosa doveva fare per essere un buon predicatore, il santo gli rispose semplicemente: \u00abAmare molto\u00bb (Aut 440).<br \/>\nClaret desidera che Teofilo sia un buon missionario, e sa che la condizione elementare per questo \u00e8 che abbia fuoco interiore, che Dio e Maria significhino molto per lui, che la causa di Dio \u00ablo bruci\u00bb. La parola del testimone non pi\u00f2 essere fredda o \u00abneutra\u00bb, ma parola di fuoco.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00ab\u00c8 questa [\u2026] l\u2019ultima e principale prova che devi avere per essere un buon missionario: essere devoto di Maria e amare molto Dio\u00bb. \u00abLettera al missionario Teofilo\u00bb, in Sermoni per le Missioni, Barcellona 1858, vol. 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