{"id":58457,"date":"2010-03-06T15:54:33","date_gmt":"2010-03-06T14:54:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claret.org\/cile-viaggio-nel-cuore-della-paura\/"},"modified":"2010-03-06T15:54:33","modified_gmt":"2010-03-06T14:54:33","slug":"cile-viaggio-nel-cuore-della-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claret.org\/it\/cile-viaggio-nel-cuore-della-paura\/","title":{"rendered":"Cile. Viaggio nel cuore della paura"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cile<\/strong>. Nostra madre natura triste, rabbiosa, stanca di sopportare e patire di tutto, si \u00e8 aggiustata, all\u2019alba di sabato, con le sue placche teutoniche e ci ha detto, in un modo abbastanza inusitato, che in questo paese vi sono cileni e cilene mai esistiti, che non esistono e che non esisteranno. Sono stati qui solamente per occupare un posto nella mappa fino ad essere riconosciuti grazie ad un mortale terremoto, che ha scosso il centro-sud del Cile come chi si libera di un peso sulla spalla.<\/p>\n<p>Il dolore si \u00e8 perpetuato nel cuore di tanti compatrioti che hanno perduto in circa due minuti e mezzo i loro cari o su cui, dopo qualche minuto, il mare e le sue grandi ondate si sono abbattute, su luoghi finora sconosciuti. Inspiegabilmente si \u00e8 rinnovata la fame, come mai si era visto in Cile da quando gli indici di crescita economica indicavano il contrario.<\/p>\n<p>La miseria, inoltre, \u00e8 stata l\u2019evidente prodotto non tanto del terremoto naturale, quanto di quello etico e morale di alcuni, innominabili, che, approfittando del panico, hanno lasciato le briglie sciolte agli istinti pi\u00f9 bassi e si sono messi a saccheggiare negozi, appartamenti, pompe, supermercati, asili infantili, collegi, edifici pubblici e case private. \u201cDelinquenti\u201d, chiamati dalle autorit\u00e0, \u201clumpen\u201d secondo la sociologia. Senza dubbio, i fatti dimostrano che medici, direttori, professori e ogni classe di professionisti in cravatta, della classe medio alta, si \u00e8 mimetizzata con una facilit\u00e0 e disponibilit\u00e0 mai vista per essere insieme nel saccheggio, sentendo l\u2019adrenalina scorrere mentre commettevano il delitto che ottiene l\u2019impunit\u00e0 in questo paese. In questo modo, il saccheggio non \u00e8 pi\u00f9 responsabilit\u00e0 di alcuni cittadini marginali, ma di una societ\u00e0 malata e debole che deve essere controllata da 14.000 militari con carri anfibi e con coprifuoco.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la conclusione immediata a cui siamo giunti dopo essere stati inviati dal nostro Superiore Maggiore, P. Agostino Cabr\u00e9,cmf, a percorrere, durante tre giorni, le regioni del Cile pi\u00f9 devastate dal terremoto, portando qualche aiuto in medicine, viveri e specialmente in acqua. Abbiamo visto, per esempio, la strada 5 spaccata, il crollo di ponti e passerelle tra Santiago e Malleco. Servizi essenziali collassati e in molti casi saccheggiati. Il tempo ci ha permesso, inoltre, di conoscere le nostre comunit\u00e0 pastorali, salutarle e offrire un abbraccio fraterno e solidale all\u2019agente pastorale che ha sofferto nell\u2019anima le stesse cose che hanno sofferto i nostri confratelli clarettiani.<\/p>\n<p>Ci ha sbalorditi vedere il livello di distruzione in Curic\u00f2. Il glorioso santuario del Carmine, centro della vita pastorale e della religiosit\u00e0 popolare, pende da un filo: la struttura dei suoi muri non \u00e8 sufficiente per sopportare il peso della volta della navata centrale: l\u2019abside e l\u2019altar maggiore semplicemente non esistono. La sagrestia nemmeno. I saloni parrocchiali, ristrutturati poco tempo fa, sono screpolati: ci\u00f2 che un giorno \u00e8 stato un luogo di incontri, di comunit\u00e0, di solidariet\u00e0 e di formazione catechistica, ci\u00f2 che \u00e8 stato il refettorio degli studenti poveri, oggi minaccia di crollare. C\u2019inquieta vedere che uno dei muri della chiesa ha un\u2019inclinazione tale da crollare da un momento all\u2019altro sulla casa della comunit\u00e0 clarettiana. La torre campanaria, vista da lontano, \u00e8 ora una minaccia continua per coloro che vi passano vicino e per le case sottostanti. Il nostro confratello Pepe Abarza, cmf, fra lacrime, mezze parole e singhiozzi, al vederci arrivare, ci ha abbracciati come fratelli di una stessa madre. Essa, nella sua immagine invocata come Vergine del Carmine, \u00e8 stata ricuperata e posta nel giardino dell\u2019ufficio parrocchiale da dove continua a dirigere la vita della sua amata terra curicana. In questo luogo, l\u2019immagine \u00e8 venerata da migliaia di pellegrini che giungono da varie parti della citt\u00e0 e si commuovono al vederla, lontano dal suo luogo abitudinario.<\/p>\n<p>Dopo aver visto la situazione della nostra comunit\u00e0 missionaria \u2013 Curic\u00f2 in generale e i suoi dintorni \u2013 ci si \u00e8 diretti al centro della citt\u00e0. I suoi edifici, negozi e case private, distrutti. Il danno \u00e8 grande. Tutte le chiese della citt\u00e0 sono colpite da vistose crepe. L\u2019ospedale sar\u00e0 prontamente rifatto e sar\u00e0 necessario tagliare l\u2019acqua alla citt\u00e0 per iniziare i lavori. Grazie a Dio che i viceministri hanno cominciato lentamente ad arrivare. Voci ufficiali sollecitano la presenza di un contingente militare con stato di assedio come misura precauzionale davanti ad eventuali saccheggi e violenze (alcuni casi sono gi\u00e0 avvenuti). Il maremoto, con il seguito di tre onde Tsunami, ha devastato, alle 6 del mattino, la costa da LLoca a Constituci\u00f2n.<\/p>\n<p>Il panorama di Curic\u00f2 si ripete un poco pi\u00f9 a sud, a Talca. Forse con pi\u00f9 violenza e con effetti di magnitudine 8,8 sulla scala Richter. Talca \u00e8 un centro universitario e capitale di un infinito numero di paesi rurali e precordiglieri. Quella che in altri tempi era la casa dei padri, la casa coperta di tegole, la casa con i muri addobbati, oggi \u00e8 scoperchiata ed \u00e8 come un mucchio di polvere raccolta dalla scopa di una donna campesina, mentre sta infornando il pane e lo serve a tavola. Il santuario del Cuore di Maria dell\u2019antica missione clarettiana, ha evidenti danni strutturali nella sua torre, facciata e muri laterali. Per il momento \u00e8 chiusa ed isolata, in attesa che i danni siano valutati dagli specialisti.<\/p>\n<p>In Talca visitiamo i familiari di Mario Gutierrez, cmf, ed insieme commentiamo il disastro del sisma, programmiamo la giornata ed ascoltiamo gli ultimi resoconti in un vecchio appartamento, alla luce delle candele. Riusciamo a dormire a tratti, in mezzo alle repliche delle scosse.<\/p>\n<p>Nella mattinata di luned\u00ec 1 marzo, il nostro giro ci porta alla citt\u00e0 di Linares. In strada il mutuo riconoscimento con l\u2019agente pastorale, un forte abbraccio e una parola d\u2019incoraggiamento e di speranza ci commuove interiormente. Qui consegniamo viveri a un paio di famiglie mentre la gente costernata si avvicinava, e noi fotografiamo la torre dell\u2019enorme basilica che pende sopra l\u2019ufficio parrocchiale, sostenuta unicamente dalle travi d\u2019acciaio che sorreggono, come uno scheletro dall\u2019interno, questa grande costruzione. Sappiamo che le torri campanarie sono state aggiunte posteriormente al disegno originale del santuario e sappiamo anche che un&#8217;altra scossa finir\u00e0 di distruggerla. La casa parrocchiale, oggi sede universitaria, ha pure danni evidenti nella facciata, cornice e muro, lato strada San Mart\u00ecn. Nell\u2019atrio della chiesa, vi sono danni minori, riparabili. L\u2019interno della chiesa, oggi chiuso e isolato, ha sofferto di un serio sprofondamento sul presbiterio e sull\u2019altar maggiore. Vi sono crepe e cadute di pezzi di tetto nel settore dell\u2019abside, visibili dalla strada Valentin Latelier. Ora si sta valutando di far scendere l\u2019immagine del Cuore di Maria dall\u2019altare maggiore per proteggerla da eventuali danni. Cos\u00ec, dopo vari giri ed aver superato vari ostacoli, attraversiamo il centro della citt\u00e0 di Linares (solo transitabile a piedi). Riusciamo a vedere i danni alla base dell\u2019unica torre della cattedrale. Altri edifici pubblici, come la chiesa dei salesiani ed altre, pure moderne, hanno ceduto, mentre un centinaio di persone, raggruppate in strada, cercano di riprendersi e di trovare consolazione nel raccontare l\u2019accaduto e nel porgersi domande.<\/p>\n<p>All\u2019uscire da Linares riusciamo a trovare benzina con relativa facilit\u00e0. Sappiamo che la nostra prossima tappa, Concepci\u00f2n, sar\u00e0 incerta quanto ad approvvigionamenti. Riusciamo a stabilire delle comunicazioni con Carlos Vargas, cmf, in Niebla. Ci ha detto che per il momento vive solamente degli effetti del panico e dello spavento; che cerca di animare la comunit\u00e0 cristiana che, fra le altre cose, soffre del terremoto e del maremoto pi\u00f9 forte della sua storia.<\/p>\n<p>Tranquillizzati dalle notizie di Carlos, continuiamo il nostro cammino fino al centro della zona del disastro: Concepci\u00f2n. E\u2019 stato necessario uscire dalla strada 5-sud, fra i km 340 e 360. Crepe, cedimenti, ostacoli e un mucchio di buche lungo il cammino; non una posta, ma i disastri della madre terra quando si muove. Grazie a Radio Bio Bio, sappiamo della frana in Parral, in San Carlos, e dello stato di numerose strade in Itata, che ci dovrebbero portare a destinazione.<\/p>\n<p>Giudichiamo necessario narrare ci\u00f2 che vediamo, sperimentando e soffrendo nella nostra carne ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in questa terra del grande Bio Bio. E\u2019 come sprofondare ancor pi\u00f9 nella sofferenza di molti cileni e cilene. I mezzi di comunicazione nazionali ed internazionali hanno pubblicato, anche in maniere molto brutte, un\u2019ampia informazione dei fatti accaduti in Concepci\u00f2n, Talcahuano, Coronel, Lota, Curanilahue, Los Alamos e Ca\u00f1ete. E\u2019 sicuro che al terremoto e maremoto della mattinata di sabato passato ha fatto seguito un altro movimento tellurico tanto disastroso come il primo: il terremoto etico e morale che \u00e8 regnato in queste terre (qualcosa di ci\u00f2 lo abbiamo gi\u00e0 descritto all\u2019inizio). E nonostante il male diagnosticato e pronosticato dalle autorit\u00e0 del nostro paese, abbiamo un grosso debito con migliaia di compatrioti, vittime del terremoto e della violenza.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il pezzo di paese che abbiamo attraversato in tre giorni, inviati dal nostro Superiore Maggiore. Una sorte di ferita aperta dove gli indici economici che vanno per il mondo alimentano ogni volta di pi\u00f9 le ingiustizie sociali esistenti. Bisogna togliere le macerie, senza dubbio, e ricostruire il paese, naturalmente. Ma insieme bisogna ricostruire l\u2019educazione e il rispetto reciproco del nostro popolo che ha dato segnali chiari di essere a terra. Solo cos\u00ec potremo plasmare nella coscienza di questo popolo la giusta ragione di fronte al peggiore dei crimini che \u00e8 la fame e l\u2019abbandono; solo cos\u00ec potremo reclamare la libert\u00e0 di sentirci figli e figlie orgogliosi di vivere in terra cilena e solo cos\u00ec potremo chiedere a Dio Padre, nel suo Figlio Ges\u00f9, che, nonostante il tempo perso, \u00e8 possibile ricuperare il buon senso e ristabilire il diritto di vivere in pace, perch\u00e9 \u00abse lei \u00e8 capace di tremare d\u2019indignazione ogni volta che si commette un\u2019ingiustizia nel mondo, siamo compagni, che \u00e8 pi\u00f9 importante\u00bb (comandante Ch\u00e9 Guevara) (<a href=\"http:\/\/www2.claret.org\/it\/notizie\/10-03-2010\/index.php?option=com_rsgallery2&amp;page=inline&amp;id=816&amp;Itemid=109\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Foto<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">                                                             Claretiani Mario Guti\u00e9rrez e Pedro Rojas<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cile. 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