{"id":58704,"date":"2010-01-23T15:01:35","date_gmt":"2010-01-23T14:01:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claret.org\/jimani-epicentro-della-solidarieta\/"},"modified":"2010-01-23T15:01:35","modified_gmt":"2010-01-23T14:01:35","slug":"jimani-epicentro-della-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claret.org\/it\/jimani-epicentro-della-solidarieta\/","title":{"rendered":"Jiman\u00ec, epicentro della solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Haiti<\/strong>. Un\u2019ora e mezza fa abbiamo sentito \u2013 sempre con timore e tremore \u2013 un tremolio abbastanza forte, pi\u00f9 del normale\u2026Dopo cinque minuti chiamano dal nostro Centro-Ospedale informando che tutti i bambini pazienti e i loro genitori sono usciti spaventati nel cortile con le loro coperte e i loro materassi, sotto le intemperie della fresca notte\u2026 E\u2019 stato necessario avvicinarli di nuovo per calmarli e cercare di persuadere a farli rientrare dentro. Con un po\u2019 di tempo e coi nostri traduttori siamo riusciti, alla fine, a convincere i recalcitranti a ritornare nelle sale dormitorio\u2026 C\u2019est la vie! Che il Signore abbia misericordia di noi.<\/p>\n<p>Jiman\u00ec, questa piccola citt\u00e0 di frontiera dominicana di 18.000 abitanti, a solo 45 km dalla capitale haitiana, sta diventando il centro di operazioni umanitarie di molte istituzioni, sia governamentali che non-governamentali, e, allo stesso tempo, centro di raccolta e di immagazzinamento di aiuti umanitari, provenienti dalla Repubblica Dominicana e dalle altre parti del mondo. A parte ci\u00f2, Jiman\u00ec pu\u00f2 contare su due istituzioni speciali che hanno dimostrato, in questi giorni, note eccellenti nella donazione generosa ed incondizionata al sofferente popolo haitiano e cio\u00e8: l\u2019 \u201cOspedale Generale Melenciano\u201d e il Centro Sociale della Parrocchia Cattolica: \u201cCentro nutrizionale e di Formazione San Jos\u00e9\u201d.<\/p>\n<p>Desiderate contattare con haitiani feriti nel terremoto? Non \u00e8 necessario giungere fino alla capitale, Porto Principe, per mettervi in contatto con i feriti e i profughi della crudele tragedia del giorno 12. Avvicinatevi a questi due Centri umanitari, citati, di Jiman\u00ec.<\/p>\n<p>I feriti sono arrivati gi\u00e0 dal primo momento e continuano ancora ad arrivare, mossi, da una parte, dalla disperazione e dall\u2019altra, dalla fiducia totale nell\u2019anima buona ed accogliente del popolo dominicano. Le immancabili animosit\u00e0 quotidiane ed i leggeri pregiudizi ancestrali fra haitiani e dominicani, spiegati dalla Storia e dalle \u201cstorie\u201d di ambedue i popoli, hanno ceduto davanti ad un\u2019onda di compassione e di misericordia in mezzo ai dominicani, e di confidenza e gratitudine fra gli haitiani, in parallela proporzione davanti alla tremenda disgrazia.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 inoltre un elemento psicologico ed umanitario importante, complementario a quelli menzionati prima: sei anni fa, nel maggio del 2004, Jiman\u00ec rimase vittima di una calamit\u00e0 naturale che distrusse parte del paese e che lasci\u00f2 pi\u00f9 di 350 dominicani e pi\u00f9 di 2.000 haitiani morti o dispersi. Una fiumana devastatrice, prodotta da piogge continue molto forti semin\u00f2 desolazione e distruzione. Gli abitanti di Jiman\u00ec si videro allora da se stessi come ricevitori di solidariet\u00e0, nazionale ed internazionale. Ora tocca ad essi essere agenti e fattori di solidariet\u00e0, secondo il detto popolare: \u201cOggi a me, domani a te\u201d. Per questo, molti hanno offerto le loro case per alloggiare haitiani, familiari degli ospitalizzati. Si sono fatte collette per aiutarli economicamente, si sono procurati cibi per i bisognosi, si sono mobilitati molti volontari per assistere gli sfollati, ecc\u2026Che cosa buona\u2026! L\u2019amore e la solidariet\u00e0 si ricambiano con altro amore e solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che riguarda l\u2019 \u201cOspedale Generale Melenciano\u201d, cento haitiani feriti sono stati portati a questa cittadina di frontiera, con l\u2019intento chiaro di essere ricoverati al piccolo centro sanitario di Jiman\u00ec, che ha capacit\u00e0 solamente per una trentina di letti. Il personale medico \u2013 dottori ed infermiere \u2013 i letti e le medicine disponibili, gli strumenti di medicina, le sale, i corridoi e gli spazi liberi dell\u2019ospedale: tutto \u00e8 diventato piccolo davanti alla massa di tanta gente malconcia. Persone ferite gravemente o mutilate, alcune bisognose di amputazioni per evitare l\u2019avanzamento della cancrena\u2026<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da mettere in rilievo che, in generale, dal primo momento, non solo il personale professionale medico col suo esemplare ed eroico lavoro, ma anche tutta la gente di Jiman\u00ec ha risposto unanimemente e si \u00e8 dedicata splendidamente al servizio generoso per accogliere e curare i poveri haitiani feriti\u2026<\/p>\n<p>E insieme all\u2019ospedale, il \u201cCentro di Nutrizione e Formazione San Jos\u00e9\u201d, retto dalla Chiesa Cattolica.<\/p>\n<p>I Missionari Clarettiani hanno accettato, tre anni fa, di farsi carico pastoralmente, come una nuova sfida missionaria, di questa zona che fa parte del \u201cSud profondo\u201d, considerata come la zona pi\u00f9 povera della Repubblica Dominicana. Al termine di due anni di ministero, i missionari hanno considerato opportuno e necessario elevare, in un terreno di propriet\u00e0 della diocesi di Barahona, questo centro sociale in cui si offrono cure ed assistenza medica, corsi di formazione per madri, laboratori di formazione ai valori umani e cristiani, corsi di cucitura e di cucina, incontri di giovani, assemblee comunitarie, ecc\u2026 Anima e motore di questo Centro, tanto nella fase di costruzione come in quella operativa, \u00e8 il P. Roselio Diaz Heredia, datosi con ardore giovanile al suo ministero di parroco della parrocchia \u201cSan Jos\u00e9\u201d di Jiman\u00ec.<\/p>\n<p>Questo Centro, naturalmente, ha spalancato le sue porte agli haitiani, di preferenza bambini. Ci sono due sale fornite con materassi, con una capacit\u00e0 di 35 posti, che ospitano bambini feriti, inviati dall\u2019ospedale locale, dopo averne curato le ferite, in perfetta collaborazione fra l\u2019Istituto statale e il Centro Sociale della Chiesa. I bambini entrati \u2013 fino a questo momento gi\u00e0 pi\u00f9 di cento \u2013 sono assistiti da 4 medici generici e da due pediatri, due psicologi e dal personale infermieristico. Grazie a Dio, il Dipartimento della Sanit\u00e0 Dominicana ha provveduto al personale medico e ha pure fornito siero, medicine e cibo a questi sfortunati bambini.<\/p>\n<p>Gli tsunami, uragani e terremoti sono cause, al loro passaggio, di crudele desolazione, afflizione e morte. Ma, allo stesso tempo, svegliano efficacemente le coscienze pi\u00f9 nobili degli uomini per provocarli alla solidariet\u00e0, alla condivisione generosa e al sentimento fraterno; non solamente da parte di chi tocca e vive da vicino la tragedia, come gli abitanti di Jiman\u00ec, ma anche da parte degli altri uomini che vivono in qualunque angolo della terra. Tutti sono chiamati alla Grande Fraternit\u00e0 attraverso il cammino della generosa solidariet\u00e0. Non giova restare freddi ed impassibili davanti alla tragedia, come semplici curiosi dal cuore freddo. Bisogna dare! Bisogna donarsi! E tu, che fai? Solo il curioso davanti alla televisione o il benefattore generoso, efficace, autenticamente solidale? Tu risponderai.<\/p>\n<p>Un forte abbraccio da Jiman\u00ec, questa cittadina di frontiera.<br \/>\nCarmelo, cmf<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Haiti. 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