{"id":384,"date":"2021-01-04T10:50:01","date_gmt":"2021-01-04T09:50:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.claret.org\/postocmf\/?page_id=384"},"modified":"2022-07-05T23:10:00","modified_gmt":"2022-07-05T21:10:00","slug":"23-martiri-clarettiani-di-siguenza-fernan-caballero-y-tarragona-%e2%80%a01936-1937","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/cause\/beati\/23-martiri-clarettiani-di-siguenza-fernan-caballero-y-tarragona-%e2%80%a01936-1937\/","title":{"rendered":"23 Martiri Clarettiani di Sig\u00fcenza, Fern\u00e1n Caballero y Tarragona (\u20201936-1937)"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_fullwidth_header title=&#8221;23 Martiri Clarettiani di Sig\u00fcenza, Fern\u00e1n Caballero y Tarragona&#8221; subhead=&#8221;(\u20201936-1937)&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_font_size=&#8221;43px&#8221; content_font_size=&#8221;20px&#8221; subhead_font_size=&#8221;25px&#8221; subhead_line_height=&#8221;1.3em&#8221; background_image=&#8221;https:\/\/claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/siguenza-fernan-caballero-tarragona-cmf.jpg&#8221; background_blend=&#8221;multiply&#8221; title_font_size_tablet=&#8221;&#8221; title_font_size_phone=&#8221;&#8221; title_font_size_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p><strong>BEATIFICAZIONE:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; 13 ottobre 2013 \u2013 Tarragona<\/p>\n<p>&#8211; Papa\u00a0 Francesco<\/p>\n<p>[\/et_pb_fullwidth_header][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;32px|||||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text content_phone=&#8221;<\/p>\n<p>I Beati Martiri <strong>Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz Cano, Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez, Tom\u00e1s Cordero Cordero<\/strong> e i Compagni della Congregazione dei Figli del Cuore Immacolato di Maria, hanno dato testimonianza della loro fede in Cristo spargendo il loro sangue, cos\u00ec che splendono nella Chiesa con la corona del martirio.<\/p>\n<p>I Beati, che hanno dato la loro vita nella stazione di Fern\u00e1n Caballero (Ciudad Real), sono un gruppo di quattordici seminaristi, studenti di teologia, ed un religioso coadiutore. Due mesi pi\u00f9 tardi, davanti alle porte del cimitero locale fu ucciso Fr. Felipe Gonz\u00e1lez de Heredia. La sua fede ferma e coraggiosa gli fece gridare audacemente, mentre lo uccidevano: \u201cViva Cristo Re! Viva il Cuore di Maria!\u201d.<\/p>\n<p>Tutti questi giovani, formarono un coro armonioso che a vivavoce lod\u00f2 Cristo Re e il cuore di Maria, perdonando coloro che spegnevano violentemente la loro giovane vita. Seguirono Cristo sino all\u2019oblazione, per amore di Dio e degli uomini. Alcuni di loro vollero morire con le braccia in croce a somiglianza del Maestro. La loro morte \u00e8 una gloriosa testimonianza della fede in Cristo.<\/p>\n<p><strong> <img data-attachment-id=\"394\" data-permalink=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/jose-maria-ruiz\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz.jpg\" data-orig-size=\"602,850\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz-212x300.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz.jpg\" src=%22http:\/\/www.claret.org\/postocmf\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz.jpg%22 alt=%22%22 class=%22wp-image-394 alignleft size-full%22 width=%22388%22 height=%22548%22 \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>P. Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz<\/strong> nacque a Jerez de los Caballeros, provincia di Badajoz (Spagna), il 3 settembre 1906. Fece la sua prima professione nella sua citt\u00e0 natale il 15 agosto 1924. Emise la professione perpetua a Zafra il 23 ottobre 1927. A Zafra (Badajoz) studi\u00f2 da sacerdote e fu ordinato nel 1932. Appena ordinato sacerdote, p. Ruiz fu assegnato dai suoi superiori a Sig\u00fcenza (Guadalajara) come Prefetto dei Postulanti. Si dedic\u00f2 anima e corpo alla loro formazione sino alla fine, sino a quando vers\u00f2 il suo sangue per la crescita dei suoi formandi.<\/p>\n<p>Dal luglio 1936 la guerra civile si diffuse inarrestabile in tutta la Spagna e Sig\u00fcenza non fece eccezione. Era il 25 luglio quando i miliziani visitarono Sig\u00fcenza per la terza volta, prendendo a molestare tutti i rappresentanti della destra politica e del clero laico e religioso. Imprigionarono Imprigionarono e interrogarono il Vescovo e alcuni Missionari clarettiani.<\/p>\n<p>La notizia di queste aggressioni giunse fino al Palazzo dei bambini, dove era stabilito il Postulato Minore. P. Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz n\u2019era il responsabile. Egli radun\u00f2 i ragazzi e spieg\u00f2 loro la situazione. Le circostanze richiedevano che fossero dispersi in luoghi pi\u00f9 sicuri. Diede loro alcuni consiglio su come comportarsi ovunque fossero andati: mai tradire il Signore o la Madonna, nostra Madre; essere essere pronti a dare la vita, se necessario. Egli stesso offr\u00ec la sua vita per loro, davanti alla Madonna, con queste parole: %22Se vuoi, Madre, una vittima, eccomi qui; scegli me; ma non permettere che accada nulla a queste piccoli innocenti che non hanno fatto del male a nessuno\u201d..<\/p>\n<p>I postulanti furono divisi in diversi gruppi. Il pi\u00f9 giovane and\u00f2 a Guijosa, un piccolo paese vicino a Sig\u00fcenza. Durante l&#8217;Eucaristia mattutina del 26 luglio, p. Ruiz rinnov\u00f2 l&#8217;offerta sacrificale che aveva fatto a Sig\u00fcenza prima della dispersione: %22Se vuoi una vittima, eccomi, Signore%22.<\/p>\n<p>Il 27 luglio un gruppo di miliziani proveniente da Sig\u00fcenza raggiunse ed occup\u00f2 Guijosa Lo perquisirono, lo derisero e p. Ruiz cadde in ginocchio esclamando: %22Virgen del Carmen, ti offro la mia vita per la salvezza della Spagna%22. Il camion part\u00ec per Sig\u00fcenza. Passando dal lato del monte Otero si arrest\u00f2. Fecero scendere p. Ruiz gi\u00f9 e proprio l\u00ec, vicino alla strada, immolarono il pastore che, cos\u00ec, pot\u00e9 offrire la sua vita per le sue tenere pecore.<\/p>\n<p>I postulanti rimasti a Guijosa furono ritrasferiti a Sig\u00fcenza per ordine della milizia. Passando vicino all&#8217;Otero videro il corpo di un uomo che sembrava addormentato. Ma mentre si affilavano gli occhi e si avvicinavano, tutti riconobbero il corpo di P. Ruiz.  Il suo atteggiamento di fronte al martirio fu esempio di disponibilit\u00e0 a fare della propria vita un\u2019oblazione al Signore accettandone la volont\u00e0. Per intercessione del Cuore di Maria, il Padre Jos\u00e9 Mar\u00eda, si offr\u00ec a Dio come vittima, chiedendo che nessuno facesse del male ai seminaristi affidati alla sua cura formativa.<\/p>\n<\/p>\n<p><strong>Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez , il beato clarettianoper la Colombia,<br \/> Martire in Spagna nel 1936<\/strong><\/p>\n<p>Jes\u00fas An\u00edbal, insieme ad altri compagni, venne ucciso alla stazione ferroviaria di Fernancaballero, un piccolo paese della provincia spagnola di Ciudad Real. \u00c8 l\u2019unico martire sudamericano tra i 270 martiri clarettiani morti durante la persecuzione religiosa spagnola del 1936. Jes\u00fas An\u00edbal visse un anno in Spagna, dove sperava di terminare gli studi di Teologia per essere ordinato sacerdote della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria (Missionari Clarettiani).<\/p>\n<p>Jes\u00fas An\u00edbal era l\u2019ultimo di 14 figli. Nacque nel 1914 in una casa campestre di Tarso, un paese che oggi ha 7.000 abitanti ed \u00e8 incastonato nella cordigliera occidentale colombiana. Nel parco principale della localit\u00e0, nel 1962 \u00e8 stata eretta una statua in suo onore.<\/p>\n<p>\u201cEntr\u00f2 nel seminario minore ad appena 11 anni. Era amato per la sua innocenza, la sua allegria, perch\u00e9 era il piccolo di casa\u201d, ha segnalato il suo biografo, Carlos E. Mesa CMF, nel libro \u201cJes\u00fas An\u00edbal, testigo de sangre\u201d (\u201cJes\u00fas An\u00edbal, testimone di sangue\u201d, edizioni e libreria conulsa, Madrid).<\/p>\n<p>Sensibilit\u00e0 e una forte vita interiore, cos\u00ec come l\u2019affetto per la sua famiglia e la nostalgia per la terra natale, sono le qualit\u00e0 che quanti lo conoscevano sottolineavano maggiormente. Studi\u00f2 a Bogot\u00e0 fino al 1931, quando si trasfer\u00ec a Zipaquir\u00e1, a 4 chilometri dalla capitale, dove i Clarettiani avevano una casa.<\/p>\n<p>Nel 1935 ricevette una notizia che avrebbe cambiato la sua vita e che accolse con grande gioia: doveva recarsi in Spagna per la sua ordinazione sacerdotale. Arrivato l\u00ec inizi\u00f2 a studiare assiduamente i libri del secolo d\u2019oro spagnolo, di Santa Teresa di Ges\u00f9, Luis de Le\u00f3n, Luis di Granada.<\/p>\n<p>\u201cSe volete sapere qualcosa di me, fate una visita a Ges\u00f9 sacramentato e mi troverete l\u00ec\u201d, scrisse in una lettera ai suoi genitori.<\/p>\n<p>Tra studio e preghiere, Jes\u00fas An\u00edbal scriveva su un quaderno alcune determinazioni concrete per la sua lotta spirituale: \u201cConsiderare la mia meditazione come la base della vita interiore di unione con Ges\u00f9\u201d. \u201cDisponga secondo la sua santa volont\u00e0, considerer\u00f2 la Comunione il punto fondamentale della mia vita\u201d, si legge nei suoi scritti.<\/p>\n<p>Il giovane seminarista arriv\u00f2 in un primo tempo a Segovia, dove rimase poco tempo visto che il clima non giovava alla sinusite cronica di cui soffriva. Si trasfer\u00ec dunque nella Spagna del sud: \u201cPenso sempre con grande consolazione che Nostro Signore ha progetti molto amorevoli e speciali per me\u201d, scriveva.<\/p>\n<p>Si rec\u00f2 cos\u00ec a Zafra, in Estremadura, quasi al confine con il Portogallo. Alla fine dell\u2019aprile 1936 il clima di violenza inizi\u00f2 ad acuirsi, motivo per il quale i seminaristi e i teologi claretiani vennero spostati a Ciudad Real.<\/p>\n<p>La nuova Comunit\u00e0, formata all\u2019improvviso, era composta da 8 sacerdoti, 30 studenti e 9 Fratelli Missionari. Di tutti questi, 27 termineranno la loro vita col martirio.<\/p>\n<p>I seminaristi \u201cripresero con grande seriet\u00e0 gli studi, senza dispensarsi da alcun obbligo della vita religiosa. Chiusi in quel palazzone incastonato nella citt\u00e0, non uscirono mai di casa nei circa tre mesi in cui rimasero l\u00ec, a causa dell\u2019ambiente prerivoluzionario che si respirava\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon abbiamo un orto, e per il bagno ci arrangiamo in qualche modo\u201d, scriveva Jes\u00fas An\u00edbal ai suoi genitori. \u201cNon siamo usciti neanche una volta da quando siamo arrivati; osserviamo una clausura strettamente papale, richiesta dalle circostanze\u201d.<\/p>\n<p>Il superiore riusc\u00ec a far s\u00ec che i religiosi ottenessero un salvacondotto per andare a Madrid, e cos\u00ec intrapresero il viaggio verso la capitale. \u201cImpiegarono poco tempo a fare la loro povera valigia, che non conteneva neanche l\u2019indispensabile (\u2026). Si congedarono da quanti restavano l\u00ec. Buon viaggio!\u201d.<\/p>\n<p>I miliziani, per\u00f2, non rispettarono il salvacondotto e arrivarono alla stazione di Fernancaballero. \u201cOrdinarono ai frati di scendere, dicendo che erano arrivati a destinazione. Alcuni scesero volontariamente dicendo: sia fatta la volont\u00e0 di Dio, moriremo per Cristo e per la Spagna. Altri opponevano resistenza, ma li costrinsero a scendere con il retro dei fucili\u201d, ha raccontato uno dei testimoni dell\u2019omicidio.<\/p>\n<p>\u201cI miliziani si misero accanto al treno e i frati davanti a loro. Alcuni dei religiosi stesero le braccia gridando \u2018Viva Cristo Re e viva la Spagna!\u2019, altri si coprivano il volto\u201d, ha aggiunto.<\/p>\n<p>N\u00e9 il passaporto colombiano n\u00e9 la protezione che gli aveva offerto il consolato di questo Paese a Segovia salvarono la vita di Jes\u00fas An\u00edbal, che mor\u00ec assassinato solo per il fatto di essere seminarista.<\/p>\n<p>\u201cSei venuto da tanto lontano per diventare sacerdote?\u201d, fu la domanda che un miliziano pose a Jes\u00fas Anibal G\u00f3mez G\u00f3mez prima di assassinarlo. \u201cS\u00ec, signore, e con grande onore\u201d, rispose. \u201cSe sei sacerdote, scendi con tutti\u201d, ordin\u00f2 il miliziano.<\/p>\n<p>Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez diventer\u00e0 il decimo beato colombiano. Attualmente sono giunti agli onori degli altari sette martiri dell\u2019Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, anch\u2019essi uccisi in Spagna. La Colombia conta anche sui beati padre Mariano de Jes\u00fas Euse Hoyos e madre Laura Montoya Upegui.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Tom\u00e1s Cordero Cordero<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 nacque l&#8217;8 giugno 1910 a Robledino de la Valduerna, provincia di Le\u00f3n, diocesi di Astorga. Il paese si trova sulle rive del fiume Duerna, a tre chilometri dal Santuario della Vergine di Castrotierra. I suoi genitori, Vicente e Tomasa, erano contadini con una vita semplice: una famiglia dove si recitava sempre il rosario, come nella maggior parte delle famiglie.<\/p>\n<p>Tom\u00e1s fu battezzato lo stesso giorno della sua nascita. C&#8217;erano sei fratelli e sorelle: Tom\u00e1s, Mar\u00eda, Gaspar, Gumersindo e Luc\u00eda. E con l&#8217;affetto dei Fratelli: \u00c1ngel, Esteban e Jos\u00e9 (morto da bambino) era il maggiore. %22Nella scuola \u00e8 stato il primo; nella Chiesa \u00e8 stato il pi\u00f9 esemplare%22.<\/p>\n<p>Era generoso: condivideva con i suoi compagni tutto ci\u00f2 che aveva. Il padre lascia scritto: %22Dio semin\u00f2 in lui tutte le delizie di un bambino e la purezza di un angelo; mi chiese di lasciarlo essere missionario, e in quei momenti, i pi\u00f9 dolorosi per me per aver perso mia moglie, mi opposi ai suoi desideri poich\u00e9 Tom\u00e1s era l&#8217;unico sostegno della famiglia, ma mi diede tali ragioni che io stesso lo accompagnai al seminario che i missionari clarettiani avevano a Plasencia, il 10 ottobre 1924%22.<\/p>\n<p>Vi rimase per due anni, poi si rec\u00f2 da don Benito e da l\u00ec al Noviziato di Jerez de los Caballeros, dove fece la sua prima professione religiosa il 15 agosto 1929. Proprio l\u00ec a Jerez ha iniziato i suoi corsi di filosofia. In seguito si \u00e8 trasferito a Zafra per continuare gli studi teologici.<\/p>\n<p>In occasione dell&#8217;avvento della Repubblica, nel maggio del 1931, gli eccessi della folla, gli incendi delle chiese e le minacce di morte contro sacerdoti e religiosi, dovette trascorrere un paio di mesi nel suo villaggio con la sua famiglia.<\/p>\n<p>Fedele alla sua vocazione, ha risposto alla chiamata dei suoi superiori. Mancavano pochi giorni alla festa di San Giacomo, patrono del paese. Potrebbe aspettare un po&#8217;. Rispose che il suo giorno di festa era quello del ritorno in seminario con i missionari. E quando hanno cercato di convincerlo: %22Guarda, ti uccideranno%22, la sua risposta \u00e8 stata chiara: %22Se devo morire. Morir\u00f2 per Dio%22. Ed \u00e8 tornato a Plasencia.<\/p>\n<p>La relazione del suo direttore \u00e8 questa: %22Il signor Tom\u00e1s Cordero \u00e8 un soggetto molto raccomandabile, pio, semplice, obbediente, applicato, realmente dato alla virt\u00f9%22.<\/p>\n<p>Riceve gli Ordini Minori al Teologato di Zafra nel dicembre 1932. Come testimonianza del suo amore per il Cuore di Maria, lasciate che la sua stessa testimonianza serva: %22La schiavit\u00f9 dell&#8217;amore%22. Lo schiavo si inchina alla Regina, ma il figlio riposa sul seno della Madre per godere della tenerezza del suo Cuore l\u00ec%22.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio di maggio del 1936, in fuga da Zafra, dove la folla aveva fatto irruzione e saccheggiato il seminario, arriv\u00f2 con i suoi compagni a Ciudad Real. L\u00ec ha terminato il suo quarto corso di teologia. \u00c8 a un passo dal sacerdozio. La milizia lo precedette il 24 luglio 1936. Dopo quattro giorni di prigionia nel seminario stesso, e dopo aver subito ogni sorta di umiliazioni e maltrattamenti, insieme ai suoi tredici compagni, alla stazione ferroviaria di Fern\u00e1n Caballero, verso le cinque del pomeriggio del 28 luglio 1936, ha raggiunto la gloria del martirio. Aveva 26 anni. Era il pi\u00f9 anziano per et\u00e0 e professione dei quattordici compagni martiri.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco i nomi dei Compagni del Venerabile Servo di Dio Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz Cano:<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>15 Martiri Clarettiani di Sig\u00fcenza e Ferr\u00e1n Caballero<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez, C.M.F., <em>Tarso (Departamento de Antioquia, Colombia), 13\/06\/1914 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Tom\u00e1s Cordero Cordero, C.M.F., <em>Robledino de la Valduerna (Le\u00f3n), 08\/06\/1910 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Abelardo Garc\u00eda Palacios, C.M.F., <em>Villandiego (Burgos), 03\/10\/1913 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>\u00c1ngel L\u00f3pez Mart\u00ednez, C.M.F., <em>Mundilla de Valdelucio (Burgos), 02\/10\/1912 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>\u00c1ngel P\u00e9rez Murillo, C.M.F., <em>Mont\u00e1nchez (C\u00e1ceres), 06\/06\/1915 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Antonio Lasa Vidaurreta, C.M.F., <em>Loizu (Navarra), 28\/06\/1913 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Antonio Orrego Fuentes, C.M.F., <em>Oliva de la Frontera (Badajoz), 15\/01\/1915 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>C\u00e1ndido Catal\u00e1n Lasala, C.M.F., <em>Corella (Navarra), 16\/02\/1916 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Claudio L\u00f3pez Mart\u00ednez, C.M.F., <em>Mundilla de Valdelucio (Burgos), 18\/12\/1910 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Gabriel Barriopedro Tejedor, C.M.F., <em>Barahona (Soria), 18\/03\/1915 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Melecio Pardo Llorente, C.M.F., <em>Bustillo de Chaves (Valladolid), 03\/08\/1913 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Otilio del Amo Palomino, C.M.F., <em>Bustillo de Chaves (Valladolid), 02\/04\/1913 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Primitivo Berrocoso Ma\u00edllo, C.M.F., <em>Jerte (C\u00e1ceres), 19\/02\/1913 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Vicente Robles G\u00f3mez, C.M.F., <em>Villanueva del Conde (Salamanca), 25\/04\/1914 \u2013  28\/07\/1936.<\/em><\/li>\n<li>Felipe Gonz\u00e1lez de Heredia Barahona, C.M.F., <em>San Asensio (La Rioja), 24\/05\/1889 \u2013  02\/10\/1936.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>7 Martiti di Tarragona<\/strong><\/p>\n<ol start=%2216%22>\n<li>Fra Antoni Capdevilla Balsells, C.M.F., Espluga Calba (Lleida), 27\/02\/1894 \u2013 24\/07.1936.<\/li>\n<li>Jaume Mir Vime, C.M.F., Ciutadilla (Lleida), 22\/12\/1889 \u2013 29\/07\/1936.<\/li>\n<li>Fra Sebasti\u00e0 Balsells Tonijuan, C.M.F., Fuliola (Lleida), 03\/12\/1885 \u2013 15\/08\/1936.<\/li>\n<li>Fra Andreu Fel\u00edu Bartomeu, C.M.F., La Selva del Camp (Tarragona), 15\/09\/1870 \u2013 26\/10\/1936.<\/li>\n<li>Fra Pau Castell\u00e0 C.M.F., Selva del Camp (Tarragona) 03\/5\/1862 \u2013  26\/10\/1936.<\/li>\n<li>Fra Antoni Vilamassana, M.F., Massoteres (Lleida), 29\/01\/1860 \u2013 11\/11\/1936.<\/li>\n<li>Frederic Vila Bartol\u00ed, C.M.F., El Brull, (Barcelona), 03\/03\/1884 \u2013 11\/11\/1936.<\/li>\n<\/ol>\n<\/p>\n<\/p>\n<p>%22Lodiamo il Signore per questi suoi coraggiosi testimoni, e per loro intercessione supplichiamolo di liberare il mondo da ogni violenza%22 (Papa Francesco)<\/p>\n<p>&#8221; content_last_edited=&#8221;off|phone&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]I Beati Martiri <strong>Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz Cano, Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez, Tom\u00e1s Cordero Cordero<\/strong> e i Compagni della Congregazione dei Figli del Cuore Immacolato di Maria, hanno dato testimonianza della loro fede in Cristo spargendo il loro sangue, cos\u00ec che splendono nella Chiesa con la corona del martirio.<\/p>\n<p>I Beati, che hanno dato la loro vita nella stazione di Fern\u00e1n Caballero (Ciudad Real), sono un gruppo di quattordici seminaristi, studenti di teologia, ed un religioso coadiutore. Due mesi pi\u00f9 tardi, davanti alle porte del cimitero locale fu ucciso Fr. Felipe Gonz\u00e1lez de Heredia. La sua fede ferma e coraggiosa gli fece gridare audacemente, mentre lo uccidevano: \u201c<em>Viva Cristo Re! Viva il Cuore di Maria!<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Tutti questi giovani, formarono un coro armonioso che a vivavoce lod\u00f2 Cristo Re e il cuore di Maria, perdonando coloro che spegnevano violentemente la loro giovane vita. Seguirono Cristo sino all\u2019oblazione, per amore di Dio e degli uomini. Alcuni di loro vollero morire con le braccia in croce a somiglianza del Maestro. La loro morte \u00e8 una gloriosa testimonianza della fede in Cristo.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"394\" data-permalink=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/jose-maria-ruiz\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz.jpg\" data-orig-size=\"602,850\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz-212x300.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz.jpg\" src=\"https:\/\/claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-394 alignleft size-full\" width=\"332\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz.jpg 602w, https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jose-Maria-Ruiz-480x678.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/>P. Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz<\/strong> nacque a Jerez de los Caballeros, provincia di Badajoz (Spagna), il 3 settembre 1906. Fece la sua prima professione nella sua citt\u00e0 natale il 15 agosto 1924. Emise la professione perpetua a Zafra il 23 ottobre 1927. A Zafra (Badajoz) studi\u00f2 da sacerdote e fu ordinato nel 1932. Appena ordinato sacerdote, p. Ruiz fu assegnato dai suoi superiori a Sig\u00fcenza (Guadalajara) come Prefetto dei Postulanti. Si dedic\u00f2 anima e corpo alla loro formazione sino alla fine, sino a quando vers\u00f2 il suo sangue per la crescita dei suoi formandi.<\/p>\n<p>Dal luglio 1936 la guerra civile si diffuse inarrestabile in tutta la Spagna e Sig\u00fcenza non fece eccezione. Era il 25 luglio quando i miliziani visitarono Sig\u00fcenza per la terza volta, prendendo a molestare tutti i rappresentanti della destra politica e del clero laico e religioso. Imprigionarono Imprigionarono e interrogarono il Vescovo e alcuni Missionari clarettiani.<\/p>\n<p>La notizia di queste aggressioni giunse fino al Palazzo dei bambini, dove era stabilito il Postulato Minore. P. Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz n\u2019era il responsabile. Egli radun\u00f2 i ragazzi e spieg\u00f2 loro la situazione. Le circostanze richiedevano che fossero dispersi in luoghi pi\u00f9 sicuri. Diede loro alcuni consiglio su come comportarsi ovunque fossero andati: mai tradire il Signore o la Madonna, nostra Madre; essere essere pronti a dare la vita, se necessario. Egli stesso offr\u00ec la sua vita per loro, davanti alla Madonna, con queste parole: &#8220;<em>Se vuoi, Madre, una vittima, eccomi qui; scegli me; ma non permettere che accada nulla a queste piccoli innocenti che non hanno fatto del male a nessuno<\/em>\u201d..<br \/>\nI postulanti furono divisi in diversi gruppi. Il pi\u00f9 giovane and\u00f2 a Guijosa, un piccolo paese vicino a Sig\u00fcenza. Durante l&#8217;Eucaristia mattutina del 26 luglio, p. Ruiz rinnov\u00f2 l&#8217;offerta sacrificale che aveva fatto a Sig\u00fcenza prima della dispersione: &#8220;<em>Se vuoi una vittima, eccomi, Signore<\/em>&#8220;.<br \/>\nIl 27 luglio un gruppo di miliziani proveniente da Sig\u00fcenza raggiunse ed occup\u00f2 Guijosa Lo perquisirono, lo derisero e p. Ruiz cadde in ginocchio esclamando: &#8220;<em>Virgen del Carmen, ti offro la mia vita per la salvezza della Spagna<\/em>&#8220;. Il camion part\u00ec per Sig\u00fcenza. Passando dal lato del monte Otero si arrest\u00f2. Fecero scendere p. Ruiz gi\u00f9 e proprio l\u00ec, vicino alla strada, immolarono il pastore che, cos\u00ec, pot\u00e9 offrire la sua vita per le sue tenere pecore.<\/p>\n<p>I postulanti rimasti a Guijosa furono ritrasferiti a Sig\u00fcenza per ordine della milizia. Passando vicino all&#8217;Otero videro il corpo di un uomo che sembrava addormentato. Ma mentre si affilavano gli occhi e si avvicinavano, tutti riconobbero il corpo di P. Ruiz. Il suo atteggiamento di fronte al martirio fu esempio di disponibilit\u00e0 a fare della propria vita un\u2019oblazione al Signore accettandone la volont\u00e0. Per intercessione del Cuore di Maria, il Padre Jos\u00e9 Mar\u00eda, si offr\u00ec a Dio come vittima, chiedendo che nessuno facesse del male ai seminaristi affidati alla sua cura formativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez , il beato clarettianoper la Colombia, <\/strong><br \/>\n<strong>Martire in Spagna nel 1936<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"395\" data-permalink=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/jesus-anibal-gomez\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jesus-Anibal-Gomez.png\" data-orig-size=\"745,912\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jesus-Anibal-Gomez-245x300.png\" data-large-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jesus-Anibal-Gomez.png\" src=\"https:\/\/claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jesus-Anibal-Gomez.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-395 alignright size-full\" width=\"357\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jesus-Anibal-Gomez.png 745w, https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jesus-Anibal-Gomez-245x300.png 245w, https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Jesus-Anibal-Gomez-480x588.png 480w\" sizes=\"(max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/>Jes\u00fas An\u00edbal, insieme ad altri compagni, venne ucciso alla stazione ferroviaria di Fernancaballero, un piccolo paese della provincia spagnola di Ciudad Real. \u00c8 l\u2019unico martire sudamericano tra i 270 martiri clarettiani morti durante la persecuzione religiosa spagnola del 1936. Jes\u00fas An\u00edbal visse un anno in Spagna, dove sperava di terminare gli studi di Teologia per essere ordinato sacerdote della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria (Missionari Clarettiani).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Jes\u00fas An\u00edbal era l\u2019ultimo di 14 figli. Nacque nel 1914 in una casa campestre di Tarso, un paese che oggi ha 7.000 abitanti ed \u00e8 incastonato nella cordigliera occidentale colombiana. Nel parco principale della localit\u00e0, nel 1962 \u00e8 stata eretta una statua in suo onore.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201c<em>Entr\u00f2 nel seminario minore ad appena 11 anni. Era amato per la sua innocenza, la sua allegria, perch\u00e9 era il piccolo di casa<\/em>\u201d, ha segnalato il suo biografo, Carlos E. Mesa CMF, nel libro \u201c<em>Jes\u00fas An\u00edbal, testigo de sangre<\/em>\u201d (\u201c<em>Jes\u00fas An\u00edbal, testimone di sangue<\/em>\u201d, edizioni e libreria conulsa, Madrid).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sensibilit\u00e0 e una forte vita interiore, cos\u00ec come l\u2019affetto per la sua famiglia e la nostalgia per la terra natale, sono le qualit\u00e0 che quanti lo conoscevano sottolineavano maggiormente. Studi\u00f2 a Bogot\u00e0 fino al 1931, quando si trasfer\u00ec a Zipaquir\u00e1, a 4 chilometri dalla capitale, dove i Clarettiani avevano una casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel 1935 ricevette una notizia che avrebbe cambiato la sua vita e che accolse con grande gioia: doveva recarsi in Spagna per la sua ordinazione sacerdotale. Arrivato l\u00ec inizi\u00f2 a studiare assiduamente i libri del secolo d\u2019oro spagnolo, di Santa Teresa di Ges\u00f9, Luis de Le\u00f3n, Luis di Granada.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201c<em>Se volete sapere qualcosa di me, fate una visita a Ges\u00f9 sacramentato e mi troverete l\u00ec<\/em>\u201d, scrisse in una lettera ai suoi genitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tra studio e preghiere, Jes\u00fas An\u00edbal scriveva su un quaderno alcune determinazioni concrete per la sua lotta spirituale: \u201c<em>Considerare la mia meditazione come la base della vita interiore di unione con Ges\u00f9<\/em>\u201d. \u201c<em>Disponga secondo la sua santa volont\u00e0, considerer\u00f2 la Comunione il punto fondamentale della mia vita<\/em>\u201d, si legge nei suoi scritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il giovane seminarista arriv\u00f2 in un primo tempo a Segovia, dove rimase poco tempo visto che il clima non giovava alla sinusite cronica di cui soffriva. Si trasfer\u00ec dunque nella Spagna del sud: \u201c<em>Penso sempre con grande consolazione che Nostro Signore ha progetti molto amorevoli e speciali per me<\/em>\u201d, scriveva.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Si rec\u00f2 cos\u00ec a Zafra, in Estremadura, quasi al confine con il Portogallo. Alla fine dell\u2019aprile 1936 il clima di violenza inizi\u00f2 ad acuirsi, motivo per il quale i seminaristi e i teologi claretiani vennero spostati a Ciudad Real.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La nuova Comunit\u00e0, formata all\u2019improvviso, era composta da 8 sacerdoti, 30 studenti e 9 Fratelli Missionari. Di tutti questi, 27 termineranno la loro vita col martirio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">I seminaristi \u201c<em>ripresero con grande seriet\u00e0 gli studi, senza dispensarsi da alcun obbligo della vita religiosa. Chiusi in quel palazzone incastonato nella citt\u00e0, non uscirono mai di casa nei circa tre mesi in cui rimasero l\u00ec, a causa dell\u2019ambiente prerivoluzionario che si respirava<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201c<em>Non abbiamo un orto, e per il bagno ci arrangiamo in qualche modo<\/em>\u201d, scriveva Jes\u00fas An\u00edbal ai suoi genitori. \u201c<em>Non siamo usciti neanche una volta da quando siamo arrivati; osserviamo una clausura strettamente papale, richiesta dalle circostanze<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il superiore riusc\u00ec a far s\u00ec che i religiosi ottenessero un salvacondotto per andare a Madrid, e cos\u00ec intrapresero il viaggio verso la capitale. \u201c<em>Impiegarono poco tempo a fare la loro povera valigia, che non conteneva neanche l\u2019indispensabile (\u2026). Si congedarono da quanti restavano l\u00ec. Buon viaggio!<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">I miliziani, per\u00f2, non rispettarono il salvacondotto e arrivarono alla stazione di Fernancaballero. \u201c<em>Ordinarono ai frati di scendere, dicendo che erano arrivati a destinazione. Alcuni scesero volontariamente dicendo: sia fatta la volont\u00e0 di Dio, moriremo per Cristo e per la Spagna. Altri opponevano resistenza, ma li costrinsero a scendere con il retro dei fucili<\/em>\u201d, ha raccontato uno dei testimoni dell\u2019omicidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201c<em>I miliziani si misero accanto al treno e i frati davanti a loro. Alcuni dei religiosi stesero le braccia gridando \u2018Viva Cristo Re e viva la Spagna!\u2019, altri si coprivano il volto<\/em>\u201d, ha aggiunto.<br \/>\nN\u00e9 il passaporto colombiano n\u00e9 la protezione che gli aveva offerto il consolato di questo Paese a Segovia salvarono la vita di Jes\u00fas An\u00edbal, che mor\u00ec assassinato solo per il fatto di essere seminarista.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201c<em>Sei venuto da tanto lontano per diventare sacerdote?<\/em>\u201d, fu la domanda che un miliziano pose a Jes\u00fas Anibal G\u00f3mez G\u00f3mez prima di assassinarlo. \u201c<em>S\u00ec, signore, e con grande onore<\/em>\u201d, rispose. \u201c<em>Se sei sacerdote, scendi con tutti<\/em>\u201d, ordin\u00f2 il miliziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez diventer\u00e0 il decimo beato colombiano. Attualmente sono giunti agli onori degli altari sette martiri dell\u2019Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, anch\u2019essi uccisi in Spagna. La Colombia conta anche sui beati padre Mariano de Jes\u00fas Euse Hoyos e madre Laura Montoya Upegui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tom\u00e1s Cordero Cordero<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"398\" data-permalink=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/tomas-cordero-cordero\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Tomas-Cordero-Cordero.jpg\" data-orig-size=\"572,833\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Tom\u00e1s Cordero Cordero\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Tomas-Cordero-Cordero-206x300.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Tomas-Cordero-Cordero.jpg\" src=\"https:\/\/claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Tomas-Cordero-Cordero.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-398 alignleft size-full\" width=\"299\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Tomas-Cordero-Cordero.jpg 572w, https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Tomas-Cordero-Cordero-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Tomas-Cordero-Cordero-480x699.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/>\u00c8 nacque l&#8217;8 giugno 1910 a Robledino de la Valduerna, provincia di Le\u00f3n, diocesi di Astorga. Il paese si trova sulle rive del fiume Duerna, a tre chilometri dal Santuario della Vergine di Castrotierra. I suoi genitori, Vicente e Tomasa, erano contadini con una vita semplice: una famiglia dove si recitava sempre il rosario, come nella maggior parte delle famiglie.<\/p>\n<p>Tom\u00e1s fu battezzato lo stesso giorno della sua nascita. C&#8217;erano sei fratelli e sorelle: Tom\u00e1s, Mar\u00eda, Gaspar, Gumersindo e Luc\u00eda. E con l&#8217;affetto dei Fratelli: \u00c1ngel, Esteban e Jos\u00e9 (morto da bambino) era il maggiore. &#8220;<em>Nella scuola \u00e8 stato il primo; nella Chiesa \u00e8 stato il pi\u00f9 esemplare<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Era generoso: condivideva con i suoi compagni tutto ci\u00f2 che aveva. Il padre lascia scritto: &#8220;<em>Dio semin\u00f2 in lui tutte le delizie di un bambino e la purezza di un angelo; mi chiese di lasciarlo essere missionario, e in quei momenti, i pi\u00f9 dolorosi per me per aver perso mia moglie, mi opposi ai suoi desideri poich\u00e9 Tom\u00e1s era l&#8217;unico sostegno della famiglia, ma mi diede tali ragioni che io stesso lo accompagnai al seminario che i missionari clarettiani avevano a Plasencia, il 10 ottobre 1924<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Vi rimase per due anni, poi si rec\u00f2 da don Benito e da l\u00ec al Noviziato di Jerez de los Caballeros, dove fece la sua prima professione religiosa il 15 agosto 1929. Proprio l\u00ec a Jerez ha iniziato i suoi corsi di filosofia. In seguito si \u00e8 trasferito a Zafra per continuare gli studi teologici.<\/p>\n<p>In occasione dell&#8217;avvento della Repubblica, nel maggio del 1931, gli eccessi della folla, gli incendi delle chiese e le minacce di morte contro sacerdoti e religiosi, dovette trascorrere un paio di mesi nel suo villaggio con la sua famiglia.<\/p>\n<p>Fedele alla sua vocazione, ha risposto alla chiamata dei suoi superiori. Mancavano pochi giorni alla festa di San Giacomo, patrono del paese. Potrebbe aspettare un po&#8217;. Rispose che il suo giorno di festa era quello del ritorno in seminario con i missionari. E quando hanno cercato di convincerlo: &#8220;<em>Guarda, ti uccideranno<\/em>&#8220;, la sua risposta \u00e8 stata chiara: &#8220;Se devo morire. Morir\u00f2 per Dio&#8221;. Ed \u00e8 tornato a Plasencia.<\/p>\n<p>La relazione del suo direttore \u00e8 questa: &#8220;<em>Il signor Tom\u00e1s Cordero \u00e8 un soggetto molto raccomandabile, pio, semplice, obbediente, applicato, realmente dato alla virt\u00f9<\/em>&#8220;.<br \/>\nRiceve gli Ordini Minori al Teologato di Zafra nel dicembre 1932. Come testimonianza del suo amore per il Cuore di Maria, lasciate che la sua stessa testimonianza serva: &#8220;<em>La schiavit\u00f9 dell&#8217;amore<\/em>&#8220;. Lo schiavo si inchina alla Regina, ma il figlio riposa sul seno della Madre per godere della tenerezza del suo Cuore l\u00ec&#8221;.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio di maggio del 1936, in fuga da Zafra, dove la folla aveva fatto irruzione e saccheggiato il seminario, arriv\u00f2 con i suoi compagni a Ciudad Real. L\u00ec ha terminato il suo quarto corso di teologia. \u00c8 a un passo dal sacerdozio. La milizia lo precedette il 24 luglio 1936. Dopo quattro giorni di prigionia nel seminario stesso, e dopo aver subito ogni sorta di umiliazioni e maltrattamenti, insieme ai suoi tredici compagni, alla stazione ferroviaria di Fern\u00e1n Caballero, verso le cinque del pomeriggio del 28 luglio 1936, ha raggiunto la gloria del martirio. Aveva 26 anni. Era il pi\u00f9 anziano per et\u00e0 e professione dei quattordici compagni martiri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco i nomi dei Compagni del Venerabile Servo di Dio Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz Cano:<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>15 Martiri Clarettiani di Sig\u00fcenza e Ferr\u00e1n Caballero<\/strong><\/h3>\n<p>1. Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez, C.M.F., Tarso (Departamento de Antioquia, Colombia), 13\/06\/1914 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n2. Tom\u00e1s Cordero Cordero, C.M.F., Robledino de la Valduerna (Le\u00f3n), 08\/06\/1910 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n3. Abelardo Garc\u00eda Palacios, C.M.F., Villandiego (Burgos), 03\/10\/1913 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n4. \u00c1ngel L\u00f3pez Mart\u00ednez, C.M.F., Mundilla de Valdelucio (Burgos), 02\/10\/1912 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n5. \u00c1ngel P\u00e9rez Murillo, C.M.F., Mont\u00e1nchez (C\u00e1ceres), 06\/06\/1915 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n6. Antonio Lasa Vidaurreta, C.M.F., Loizu (Navarra), 28\/06\/1913 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n7. Antonio Orrego Fuentes, C.M.F., Oliva de la Frontera (Badajoz), 15\/01\/1915 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n8. C\u00e1ndido Catal\u00e1n Lasala, C.M.F., Corella (Navarra), 16\/02\/1916 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n9. Claudio L\u00f3pez Mart\u00ednez, C.M.F., Mundilla de Valdelucio (Burgos), 18\/12\/1910 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n10. Gabriel Barriopedro Tejedor, C.M.F., Barahona (Soria), 18\/03\/1915 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n11. Melecio Pardo Llorente, C.M.F., Bustillo de Chaves (Valladolid), 03\/08\/1913 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n12. Otilio del Amo Palomino, C.M.F., Bustillo de Chaves (Valladolid), 02\/04\/1913 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n13. Primitivo Berrocoso Ma\u00edllo, C.M.F., Jerte (C\u00e1ceres), 19\/02\/1913 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n14. Vicente Robles G\u00f3mez, C.M.F., Villanueva del Conde (Salamanca), 25\/04\/1914 \u2013 28\/07\/1936.<br \/>\n15. Felipe Gonz\u00e1lez de Heredia Barahona, C.M.F., San Asensio (La Rioja), 24\/05\/1889 \u2013 02\/10\/1936.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>7 Martiti di Tarragona<\/strong><\/h3>\n<p>16. Fra Antoni Capdevilla Balsells, C.M.F., Espluga Calba (Lleida), 27\/02\/1894 \u2013 24\/07.1936.<br \/>\n17. P. Jaume Mir Vime, C.M.F., Ciutadilla (Lleida), 22\/12\/1889 \u2013 29\/07\/1936.<br \/>\n18. Fra Sebasti\u00e0 Balsells Tonijuan, C.M.F., Fuliola (Lleida), 03\/12\/1885 \u2013 15\/08\/1936.<br \/>\n19. Fra Andreu Fel\u00edu Bartomeu, C.M.F., La Selva del Camp (Tarragona), 15\/09\/1870 \u2013 26\/10\/1936.<br \/>\n20. Fra Pau Castell\u00e0 C.M.F., Selva del Camp (Tarragona) 03\/5\/1862 \u2013 26\/10\/1936.<br \/>\n21. Fra Antoni Vilamassana, C.M.F., Massoteres (Lleida), 29\/01\/1860 \u2013 11\/11\/1936.<br \/>\n22. P. Frederic Vila Bartol\u00ed, C.M.F., El Brull, (Barcelona), 03\/03\/1884 \u2013 11\/11\/1936.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>&#8220;Lodiamo il Signore per questi suoi coraggiosi testimoni, e per loro intercessione supplichiamolo di liberare il mondo da ogni violenza&#8221;<\/em> (Papa Francesco)[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BEATIFICAZIONE: &#8211; 13 ottobre 2013 \u2013 Tarragona &#8211; Papa\u00a0 FrancescoI Beati Martiri Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz Cano, Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez, Tom\u00e1s Cordero Cordero e i Compagni della Congregazione dei Figli del Cuore Immacolato di Maria, hanno dato testimonianza della loro fede in Cristo spargendo il loro sangue, cos\u00ec che splendono nella Chiesa con la corona [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":294,"parent":56,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<p><strong>BEATIFICAZIONE:<\/strong><\/p><p>- 13 ottobre 2013 \u2013 Tarragona<\/p><p>- Papa\u00a0 Francesco<\/p><p>I Beati Martiri <strong>Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz Cano, Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez, Tom\u00e1s Cordero Cordero<\/strong> e i Compagni della Congregazione dei Figli del Cuore Immacolato di Maria, hanno dato testimonianza della loro fede in Cristo spargendo il loro sangue, cos\u00ec che splendono nella Chiesa con la corona del martirio.<\/p><p>I Beati, che hanno dato la loro vita nella stazione di Fern\u00e1n Caballero (Ciudad Real), sono un gruppo di quattordici seminaristi, studenti di teologia, ed un religioso coadiutore. Due mesi pi\u00f9 tardi, davanti alle porte del cimitero locale fu ucciso Fr. Felipe Gonz\u00e1lez de Heredia. La sua fede ferma e coraggiosa gli fece gridare audacemente, mentre lo uccidevano: \u201cViva Cristo Re! Viva il Cuore di Maria!\u201d.<\/p><p>Tutti questi giovani, formarono un coro armonioso che a vivavoce lod\u00f2 Cristo Re e il cuore di Maria, perdonando coloro che spegnevano violentemente la loro giovane vita. Seguirono Cristo sino all\u2019oblazione, per amore di Dio e degli uomini. Alcuni di loro vollero morire con le braccia in croce a somiglianza del Maestro. La loro morte \u00e8 una gloriosa testimonianza della fede in Cristo.<\/p><ol start=\"1906\"><li><strong> Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz<\/strong> nacque a Jerez de los Caballeros, provincia di Badajoz (Spagna), il 3 settembre 1906. Fece la sua prima professione nella sua citt\u00e0 natale il 15 agosto 1924. Emise la professione perpetua a Zafra il 23 ottobre 1927. A Zafra (Badajoz) studi\u00f2 da sacerdote e fu ordinato nel 1932. Appena ordinato sacerdote, p. Ruiz fu assegnato dai suoi superiori a Sig\u00fcenza (Guadalajara) come Prefetto dei Postulanti. Si dedic\u00f2 anima e corpo alla loro formazione sino alla fine, sino a quando vers\u00f2 il suo sangue per la crescita dei suoi formandi.<\/li><\/ol><p>Dal luglio 1936 la guerra civile si diffuse inarrestabile in tutta la Spagna e Sig\u00fcenza non fece eccezione. Era il 25 luglio quando i miliziani visitarono Sig\u00fcenza per la terza volta, prendendo a molestare tutti i rappresentanti della destra politica e del clero laico e religioso. Imprigionarono Imprigionarono e interrogarono il Vescovo e alcuni Missionari clarettiani.<\/p><p>La notizia di queste aggressioni giunse fino al Palazzo dei bambini, dove era stabilito il Postulato Minore. P. Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz n\u2019era il responsabile. Egli radun\u00f2 i ragazzi e spieg\u00f2 loro la situazione. Le circostanze richiedevano che fossero dispersi in luoghi pi\u00f9 sicuri. Diede loro alcuni consiglio su come comportarsi ovunque fossero andati: mai tradire il Signore o la Madonna, nostra Madre; essere essere pronti a dare la vita, se necessario. Egli stesso offr\u00ec la sua vita per loro, davanti alla Madonna, con queste parole: \"Se vuoi, Madre, una vittima, eccomi qui; scegli me; ma non permettere che accada nulla a queste piccoli innocenti che non hanno fatto del male a nessuno\u201d..<\/p><p>I postulanti furono divisi in diversi gruppi. Il pi\u00f9 giovane and\u00f2 a Guijosa, un piccolo paese vicino a Sig\u00fcenza. Durante l'Eucaristia mattutina del 26 luglio, p. Ruiz rinnov\u00f2 l'offerta sacrificale che aveva fatto a Sig\u00fcenza prima della dispersione: \"Se vuoi una vittima, eccomi, Signore\".<\/p><p>Il 27 luglio un gruppo di miliziani proveniente da Sig\u00fcenza raggiunse ed occup\u00f2 Guijosa Lo perquisirono, lo derisero e p. Ruiz cadde in ginocchio esclamando: \"Virgen del Carmen, ti offro la mia vita per la salvezza della Spagna\". Il camion part\u00ec per Sig\u00fcenza. Passando dal lato del monte Otero si arrest\u00f2. Fecero scendere p. Ruiz gi\u00f9 e proprio l\u00ec, vicino alla strada, immolarono il pastore che, cos\u00ec, pot\u00e9 offrire la sua vita per le sue tenere pecore.<\/p><p>I postulanti rimasti a Guijosa furono ritrasferiti a Sig\u00fcenza per ordine della milizia. Passando vicino all'Otero videro il corpo di un uomo che sembrava addormentato. Ma mentre si affilavano gli occhi e si avvicinavano, tutti riconobbero il corpo di P. Ruiz.\u00a0 Il suo atteggiamento di fronte al martirio fu esempio di disponibilit\u00e0 a fare della propria vita un\u2019oblazione al Signore accettandone la volont\u00e0. Per intercessione del Cuore di Maria, il Padre Jos\u00e9 Mar\u00eda, si offr\u00ec a Dio come vittima, chiedendo che nessuno facesse del male ai seminaristi affidati alla sua cura formativa.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez , il beato clarettianoper la Colombia,<br \/>Martire in Spagna nel 1936<\/strong><\/p><p>Jes\u00fas An\u00edbal, insieme ad altri compagni, venne ucciso alla stazione ferroviaria di Fernancaballero, un piccolo paese della provincia spagnola di Ciudad Real. \u00c8 l\u2019unico martire sudamericano tra i 270 martiri clarettiani morti durante la persecuzione religiosa spagnola del 1936. Jes\u00fas An\u00edbal visse un anno in Spagna, dove sperava di terminare gli studi di Teologia per essere ordinato sacerdote della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria (Missionari Clarettiani).<\/p><p>Jes\u00fas An\u00edbal era l\u2019ultimo di 14 figli. Nacque nel 1914 in una casa campestre di Tarso, un paese che oggi ha 7.000 abitanti ed \u00e8 incastonato nella cordigliera occidentale colombiana. Nel parco principale della localit\u00e0, nel 1962 \u00e8 stata eretta una statua in suo onore.<\/p><p>\u201cEntr\u00f2 nel seminario minore ad appena 11 anni. Era amato per la sua innocenza, la sua allegria, perch\u00e9 era il piccolo di casa\u201d, ha segnalato il suo biografo, Carlos E. Mesa CMF, nel libro \u201cJes\u00fas An\u00edbal, testigo de sangre\u201d (\u201cJes\u00fas An\u00edbal, testimone di sangue\u201d, edizioni e libreria conulsa, Madrid).<\/p><p>Sensibilit\u00e0 e una forte vita interiore, cos\u00ec come l\u2019affetto per la sua famiglia e la nostalgia per la terra natale, sono le qualit\u00e0 che quanti lo conoscevano sottolineavano maggiormente. Studi\u00f2 a Bogot\u00e0 fino al 1931, quando si trasfer\u00ec a Zipaquir\u00e1, a 4 chilometri dalla capitale, dove i Clarettiani avevano una casa.<\/p><p>Nel 1935 ricevette una notizia che avrebbe cambiato la sua vita e che accolse con grande gioia: doveva recarsi in Spagna per la sua ordinazione sacerdotale. Arrivato l\u00ec inizi\u00f2 a studiare assiduamente i libri del secolo d\u2019oro spagnolo, di Santa Teresa di Ges\u00f9, Luis de Le\u00f3n, Luis di Granada.<\/p><p>\u201cSe volete sapere qualcosa di me, fate una visita a Ges\u00f9 sacramentato e mi troverete l\u00ec\u201d, scrisse in una lettera ai suoi genitori.<\/p><p>Tra studio e preghiere, Jes\u00fas An\u00edbal scriveva su un quaderno alcune determinazioni concrete per la sua lotta spirituale: \u201cConsiderare la mia meditazione come la base della vita interiore di unione con Ges\u00f9\u201d. \u201cDisponga secondo la sua santa volont\u00e0, considerer\u00f2 la Comunione il punto fondamentale della mia vita\u201d, si legge nei suoi scritti.<\/p><p>Il giovane seminarista arriv\u00f2 in un primo tempo a Segovia, dove rimase poco tempo visto che il clima non giovava alla sinusite cronica di cui soffriva. Si trasfer\u00ec dunque nella Spagna del sud: \u201cPenso sempre con grande consolazione che Nostro Signore ha progetti molto amorevoli e speciali per me\u201d, scriveva.<\/p><p>Si rec\u00f2 cos\u00ec a Zafra, in Estremadura, quasi al confine con il Portogallo. Alla fine dell\u2019aprile 1936 il clima di violenza inizi\u00f2 ad acuirsi, motivo per il quale i seminaristi e i teologi claretiani vennero spostati a Ciudad Real.<\/p><p>La nuova Comunit\u00e0, formata all\u2019improvviso, era composta da 8 sacerdoti, 30 studenti e 9 Fratelli Missionari. Di tutti questi, 27 termineranno la loro vita col martirio.<\/p><p>I seminaristi \u201cripresero con grande seriet\u00e0 gli studi, senza dispensarsi da alcun obbligo della vita religiosa. Chiusi in quel palazzone incastonato nella citt\u00e0, non uscirono mai di casa nei circa tre mesi in cui rimasero l\u00ec, a causa dell\u2019ambiente prerivoluzionario che si respirava\u201d.<\/p><p>\u201cNon abbiamo un orto, e per il bagno ci arrangiamo in qualche modo\u201d, scriveva Jes\u00fas An\u00edbal ai suoi genitori. \u201cNon siamo usciti neanche una volta da quando siamo arrivati; osserviamo una clausura strettamente papale, richiesta dalle circostanze\u201d.<\/p><p>Il superiore riusc\u00ec a far s\u00ec che i religiosi ottenessero un salvacondotto per andare a Madrid, e cos\u00ec intrapresero il viaggio verso la capitale. \u201cImpiegarono poco tempo a fare la loro povera valigia, che non conteneva neanche l\u2019indispensabile (\u2026). Si congedarono da quanti restavano l\u00ec. Buon viaggio!\u201d.<\/p><p>I miliziani, per\u00f2, non rispettarono il salvacondotto e arrivarono alla stazione di Fernancaballero. \u201cOrdinarono ai frati di scendere, dicendo che erano arrivati a destinazione. Alcuni scesero volontariamente dicendo: sia fatta la volont\u00e0 di Dio, moriremo per Cristo e per la Spagna. Altri opponevano resistenza, ma li costrinsero a scendere con il retro dei fucili\u201d, ha raccontato uno dei testimoni dell\u2019omicidio.<\/p><p>\u201cI miliziani si misero accanto al treno e i frati davanti a loro. Alcuni dei religiosi stesero le braccia gridando \u2018Viva Cristo Re e viva la Spagna!\u2019, altri si coprivano il volto\u201d, ha aggiunto.<\/p><p>N\u00e9 il passaporto colombiano n\u00e9 la protezione che gli aveva offerto il consolato di questo Paese a Segovia salvarono la vita di Jes\u00fas An\u00edbal, che mor\u00ec assassinato solo per il fatto di essere seminarista.<\/p><p>\u201cSei venuto da tanto lontano per diventare sacerdote?\u201d, fu la domanda che un miliziano pose a Jes\u00fas Anibal G\u00f3mez G\u00f3mez prima di assassinarlo. \u201cS\u00ec, signore, e con grande onore\u201d, rispose. \u201cSe sei sacerdote, scendi con tutti\u201d, ordin\u00f2 il miliziano.<\/p><p>Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez diventer\u00e0 il decimo beato colombiano. Attualmente sono giunti agli onori degli altari sette martiri dell\u2019Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, anch\u2019essi uccisi in Spagna. La Colombia conta anche sui beati padre Mariano de Jes\u00fas Euse Hoyos e madre Laura Montoya Upegui.<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Tom\u00e1s Cordero Cordero<\/strong><\/p><p>\u00c8 nacque l'8 giugno 1910 a Robledino de la Valduerna, provincia di Le\u00f3n, diocesi di Astorga. Il paese si trova sulle rive del fiume Duerna, a tre chilometri dal Santuario della Vergine di Castrotierra. I suoi genitori, Vicente e Tomasa, erano contadini con una vita semplice: una famiglia dove si recitava sempre il rosario, come nella maggior parte delle famiglie.<\/p><p>Tom\u00e1s fu battezzato lo stesso giorno della sua nascita. C'erano sei fratelli e sorelle: Tom\u00e1s, Mar\u00eda, Gaspar, Gumersindo e Luc\u00eda. E con l'affetto dei Fratelli: \u00c1ngel, Esteban e Jos\u00e9 (morto da bambino) era il maggiore. \"Nella scuola \u00e8 stato il primo; nella Chiesa \u00e8 stato il pi\u00f9 esemplare\".<\/p><p>Era generoso: condivideva con i suoi compagni tutto ci\u00f2 che aveva. Il padre lascia scritto: \"Dio semin\u00f2 in lui tutte le delizie di un bambino e la purezza di un angelo; mi chiese di lasciarlo essere missionario, e in quei momenti, i pi\u00f9 dolorosi per me per aver perso mia moglie, mi opposi ai suoi desideri poich\u00e9 Tom\u00e1s era l'unico sostegno della famiglia, ma mi diede tali ragioni che io stesso lo accompagnai al seminario che i missionari clarettiani avevano a Plasencia, il 10 ottobre 1924\".<\/p><p>Vi rimase per due anni, poi si rec\u00f2 da don Benito e da l\u00ec al Noviziato di Jerez de los Caballeros, dove fece la sua prima professione religiosa il 15 agosto 1929. Proprio l\u00ec a Jerez ha iniziato i suoi corsi di filosofia. In seguito si \u00e8 trasferito a Zafra per continuare gli studi teologici.<\/p><p>In occasione dell'avvento della Repubblica, nel maggio del 1931, gli eccessi della folla, gli incendi delle chiese e le minacce di morte contro sacerdoti e religiosi, dovette trascorrere un paio di mesi nel suo villaggio con la sua famiglia.<\/p><p>Fedele alla sua vocazione, ha risposto alla chiamata dei suoi superiori. Mancavano pochi giorni alla festa di San Giacomo, patrono del paese. Potrebbe aspettare un po'. Rispose che il suo giorno di festa era quello del ritorno in seminario con i missionari. E quando hanno cercato di convincerlo: \"Guarda, ti uccideranno\", la sua risposta \u00e8 stata chiara: \"Se devo morire. Morir\u00f2 per Dio\". Ed \u00e8 tornato a Plasencia.<\/p><p>La relazione del suo direttore \u00e8 questa: \"Il signor Tom\u00e1s Cordero \u00e8 un soggetto molto raccomandabile, pio, semplice, obbediente, applicato, realmente dato alla virt\u00f9\".<\/p><p>Riceve gli Ordini Minori al Teologato di Zafra nel dicembre 1932. Come testimonianza del suo amore per il Cuore di Maria, lasciate che la sua stessa testimonianza serva: \"La schiavit\u00f9 dell'amore\". Lo schiavo si inchina alla Regina, ma il figlio riposa sul seno della Madre per godere della tenerezza del suo Cuore l\u00ec\".<\/p><p>All'inizio di maggio del 1936, in fuga da Zafra, dove la folla aveva fatto irruzione e saccheggiato il seminario, arriv\u00f2 con i suoi compagni a Ciudad Real. L\u00ec ha terminato il suo quarto corso di teologia. \u00c8 a un passo dal sacerdozio. La milizia lo precedette il 24 luglio 1936. Dopo quattro giorni di prigionia nel seminario stesso, e dopo aver subito ogni sorta di umiliazioni e maltrattamenti, insieme ai suoi tredici compagni, alla stazione ferroviaria di Fern\u00e1n Caballero, verso le cinque del pomeriggio del 28 luglio 1936, ha raggiunto la gloria del martirio. Aveva 26 anni. Era il pi\u00f9 anziano per et\u00e0 e professione dei quattordici compagni martiri.<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Ecco i nomi dei Compagni del Venerabile Servo di Dio Jos\u00e9 Mar\u00eda Ruiz Cano:<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>15 Martiri Clarettiani di Sig\u00fcenza e Ferr\u00e1n Caballero<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><ol><li>Jes\u00fas An\u00edbal G\u00f3mez G\u00f3mez, C.M.F.,\u00a0<em>Tarso (Departamento de Antioquia, Colombia), 13\/06\/1914 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Tom\u00e1s Cordero Cordero, C.M.F.,\u00a0<em>Robledino de la Valduerna (Le\u00f3n), 08\/06\/1910 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Abelardo Garc\u00eda Palacios, C.M.F.,\u00a0<em>Villandiego (Burgos), 03\/10\/1913 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>\u00c1ngel L\u00f3pez Mart\u00ednez, C.M.F.,\u00a0<em>Mundilla de Valdelucio (Burgos), 02\/10\/1912 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>\u00c1ngel P\u00e9rez Murillo, C.M.F.,\u00a0<em>Mont\u00e1nchez (C\u00e1ceres), 06\/06\/1915 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Antonio Lasa Vidaurreta, C.M.F.,\u00a0<em>Loizu (Navarra), 28\/06\/1913 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Antonio Orrego Fuentes, C.M.F.,\u00a0<em>Oliva de la Frontera (Badajoz), 15\/01\/1915 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>C\u00e1ndido Catal\u00e1n Lasala, C.M.F.,\u00a0<em>Corella (Navarra), 16\/02\/1916 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Claudio L\u00f3pez Mart\u00ednez, C.M.F.,\u00a0<em>Mundilla de Valdelucio (Burgos), 18\/12\/1910 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Gabriel Barriopedro Tejedor, C.M.F.,\u00a0<em>Barahona (Soria), 18\/03\/1915 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Melecio Pardo Llorente, C.M.F.,\u00a0<em>Bustillo de Chaves (Valladolid), 03\/08\/1913 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Otilio del Amo Palomino, C.M.F.,\u00a0<em>Bustillo de Chaves (Valladolid), 02\/04\/1913 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Primitivo Berrocoso Ma\u00edllo, C.M.F.,\u00a0<em>Jerte (C\u00e1ceres), 19\/02\/1913 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Vicente Robles G\u00f3mez, C.M.F.,\u00a0<em>Villanueva del Conde (Salamanca), 25\/04\/1914 \u2013 \u00a028\/07\/1936.<\/em><\/li><li>Felipe Gonz\u00e1lez de Heredia Barahona, C.M.F.,\u00a0<em>San Asensio (La Rioja), 24\/05\/1889 \u2013 \u00a002\/10\/1936.<\/em><\/li><\/ol><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>7 Martiti di Tarragona<\/strong><\/p><ol start=\"16\"><li>Fra Antoni Capdevilla Balsells, C.M.F., Espluga Calba (Lleida), 27\/02\/1894 \u2013 24\/07.1936.<\/li><li>Jaume Mir Vime, C.M.F., Ciutadilla (Lleida), 22\/12\/1889 \u2013 29\/07\/1936.<\/li><li>Fra Sebasti\u00e0 Balsells Tonijuan, C.M.F., Fuliola (Lleida), 03\/12\/1885 \u2013 15\/08\/1936.<\/li><li>Fra Andreu Fel\u00edu Bartomeu, C.M.F., La Selva del Camp (Tarragona), 15\/09\/1870 \u2013 26\/10\/1936.<\/li><li>Fra Pau Castell\u00e0 C.M.F., Selva del Camp (Tarragona) 03\/5\/1862 \u2013\u00a0 26\/10\/1936.<\/li><li>Fra Antoni Vilamassana, M.F., Massoteres (Lleida), 29\/01\/1860 \u2013 11\/11\/1936.<\/li><li>Frederic Vila Bartol\u00ed, C.M.F., El Brull, (Barcelona), 03\/03\/1884 \u2013 11\/11\/1936.<\/li><\/ol><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\"Lodiamo il Signore per questi suoi coraggiosi testimoni, e per loro intercessione supplichiamolo di liberare il mondo da ogni violenza\" (Papa Francesco)<\/p>","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"class_list":["post-384","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/PdY6zS-6c","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=384"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/384\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1509,"href":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/384\/revisions\/1509"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/56"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-json\/wp\/v2\/media\/294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.claret.org\/postulgen\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}