Lettera del Superiore Generale ai clarettiani

Gen 27, 2010 | Bangalore, Josep Abella Batlle

India
Bangalore, 23 gennaio 2010. 
Ai Superiori Maggiori della Congregazione.

Cari confratelli, 
vi invio un cordiale saluto dall’India, dove sono in questo momento. Da

qui, ho cercato di seguire, il più possibile da vicino, le vicende sul terremoto di Haiti e, soprattutto, la situazione dei nostri confratelli che si trovano lì e delle loro famiglie. In quanto mi è stato possibile, ho mantenuto frequenti contatti con il P. Hector Cuadrado e con il P. Anistus Onuoha. Tutti avete potuto leggere la lettera che ho inviato alla Delegazione delle Antille. Ho espresso loro la comunione di tutti noi in questo momento doloroso. Sono contento delle risposte che stanno dando e li ringrazio con tutto il cuore.

Mi hanno informato da Roma che vanno giungendo aiuti da diverse parti della Congregazione. Li ringrazio di cuore. So che ci sono diverse associazioni che stanno organizzando raccolte di fondi ed incanalando aiuti verso Haiti. Caritas, naturalmente, è stata una delle prime a mobilitarsi davanti alla vastità della tragedia. Desidererei fare un appello a tutti affinché questa azione di solidarietà continui. Non dimentichiamo le iniziative che sta mettendo in campo la Delegazione delle Antille e che ha bisogno del sostegno di tutti noi. Abbiamo un dovere speciale verso le comunità clarettiane di Haiti e di Jimanì, nella Repubblica Dominicana. Esse stanno prendendo molte iniziative a favore delle vittime del terremoto. Alcuni dei nostri confratelli haitiani hanno perso dei familiari. D’altronde, la maggior parte delle loro famiglie hanno sofferto danni materiali notevoli. Anche le nostre case e le nostre attività si sono viste fortemente colpite dal terremoto. Nei nostri centri pastorali ci sono molte persone che stanno piangendo la perdita di familiari ed amici. Dovranno, poi, affrontare il difficile lavoro della ricostruzione delle loro case e, alla fine, della loro vita. Sono nostri confratelli clarettiani e sono persone la cui cura pastorale ci è stata affidata e che non possiamo abbandonare in questo momento. Meritano un’attenzione speciale da parte nostra.

Attraverso vari mezzi si è informato ampiamente sui canali per far arrivare queste donazioni a destinazione. PROMICLA, della Delegazione delle Antille, è il nostro punto di riferimento. Essi stessi ci hanno detto come fare. Il FUNDUS sta fornendo un buon servizio in questo senso.

Rinnovo i sentimenti di solidarietà ai nostri confratelli di Haiti e alla Delegazione delle Antille e vi invito a non lasciare di aiutarli in questo momento difficile.

Grazie a tutti. 
Fraternamente. 
Josep M. Abella, cmf. 
Superiore Generale

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