3 Maggio

Mag 3, 2018 | Claret con te

«Prima di tutto dobbiamo chiedere a Dio quello che chiede sant’Agostino: Che io ti conosca, che tu mi conosca. Fate, o Signore, che io conosca chi siete Voi e chi sono io. Anche se infinitamente inferiore a Dio, l’uomo, fatto a sua somiglianza, è sua immagine. Dio, e Dio solo può essere ed è l’oggetto adeguato delle aspirazioni dell’uomo; Dio, e Dio solo può essere ed è il centro dell’uomo, e solo in lui può, di conseguenza, trovare riposo il suo cuore».
La ferrovia, Barcellona 1857, p. 22

CONOSCERE ME STESSO IN DIO

La conoscenza di chi siamo ci offre una coscienza più chiara di chi è Dio per noi; così potremo vederci come un cumulo di doni ricevuti gratuitamente da Lui, vedremo che è tipico di Dio «regalare». Per Claret questa conoscenza lo fece vivere in una totale fiducia e dipendenza filiale dal Padre, nella disponibilità per quello che il Padre voleva da lui. E questo atteggiamento non ha nulla di servile per Claret, ma è sorgente di gioia e di una vita gioiosa.
Approfondire la nostra conoscenza ci illumina la realtà di Dio; e camminare nella comprensione di Dio ci aiuta a conoscere più chiaramente chi siamo noi. Questa duplice conoscenza è come la prima pietra del nostro stesso edificio. È un prendere maggior coscienza di quale sia la nostra verità più profonda. Sperimentiamo così, come creature amate dal Creatore, che è un dono che dobbiamo desiderare e chiedere.
Scoprire, in modo esperienziale e non teorico, il nostro essere di creature ci rivela che la nostra esistenza non si appoggia su noi stessi, ma che l’abbiamo ricevuta e che la riceviamo continuamente. Non siamo l’origine di noi stessi, ma che esiste un essere fondamentale e fondante, originale e originante, da cui riceviamo l’essere; è Lui che ci da’ consistenza.
Ma, riconoscendo questa fonte primordiale e originante, ci si rivela anche che la nostra esistenza è un progetto di umanizzazione, poiché quanto più siamo umani, più siamo divini. L’incarnazione del Figlio, l’uomo perfetto, ci illumina ancor più questo progetto. Questa è la grande realtà dell’essere immagine e somiglianza di Dio.
Saremo esseri «più umani» quanto più siamo abitati dallo Spirito di Gesù. La forza dello spirito umanizza; e umanizzarci è il grande compito.
In che misura conosco me stesso, le mie possibilità, i miei limiti…?

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