Essere solidali con intelligenza e amore

Giu 1, 2008 | Famiglia Claretiana

“Siamo intelligenti e amiamo e potremo essere impiegati nel più necessario, urgente e prioritario, per essere persone simpatiche, solidali, per poter reagire davanti alla sofferenza e all’estrema ingiustizia di cui soffrono altri esseri al fianco nostro…In quale disorientamento è immerso il nostro mondo che nei suoi messaggi stellari intende per intelligenza l’esito facile e che traduce amore con frivolezza!” Baketik

Spagna. E’ arrivato nella mia posta elettronica non desiderata. Come tanti altri messaggi. Però ho dovuto leggerlo. E mi ha fatto riflettere. Per questo te l’ho

ccopiato. Desidero condividerlo con te. Non è scomodo dire la verità, ma è scomodo dire una Verità che mi tocca. Questa è il pezzo aggiunto a queste linee.

J.A.Pagola mi disse che se non impariamo da Gesù che per primo è sempre “misericordia”, ci manca qualcosa di essenziale per essere suoi discepoli. Noi cristiani abbiamo il vantaggio di saperlo. Però amandoci tutti fino in fondo al nostro essere, Gesù ebbe una preferenza: i più poveri, coloro che contano di meno, i disuguali. Carità, solidarietà…Quello che più ci umanizza è di condividere con gli altri quello che siamo ed abbiamo. Come Gesù. Come Maria. Come Claret. Come molti altri. Come tu.
Mi illude sapere che siamo in molti a scommettere per essere solidali: alunni, padri e professori. E inoltre in modo unito. Come è necessario che sia. E ognuno nella misura delle sue possibilità. Comprendendo che l’autentica solidarietà, come il vero amore, implica impegno, continuità e fedeltà nel tempo. Approfittando di innumerevoli occasioni che ci si presentano nella vita per esserlo. Straordinariamente, attraverso campagne e giornate dirette alla sensibilizzazione e finanziamento di progetti. E ordinariamente: col tuo prossimo – in casa, in classe, nel lavoro, con gli amici… – e con quanti altri prossimi meno vicini fisicamente.

Nel rettilineo finale del Bicentenario della nascita del Claret, abbiamo potuto assaporare un po’ il suo spirito missionario. Per te, alunno e alunna, madre e padre, amico e amica, desidero il miglior bene. Che tu sia solidale con tutti: dando di più a chi più cerca. Senza vergogna. Impegnandoti a fondo: con intelligenza e amore misericordioso. Come quello di Dio. Da Lui hai ricevuto gratis e abbondantemente. E grazie per il tuo impegno lungo questo corso e questa vita con coloro che più hanno avuto bisogno di te.

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